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	<title>International Vet</title>
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	<description>Da oltre 20 anni importiamo e distribuiamo i prodotti più prestigiosi e più venduti per cavalli e cani da competizione e da compagnia.</description>
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	<title>International Vet</title>
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		<title>Alimentare il cavallo quando fa caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Dolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cavallo atleta]]></category>
		<category><![CDATA[elettroliti cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[recupero cavallo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[sali minerali cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[stress da calore cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[sudorazione cavallo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dr. B. D. Scott Nutrire per minimizzare lo spreco di calore Nei climi caldi è opportuno modificare la dieta in modo specifico, soprattutto con cavalli soggetti a stress da prestazione, disidratazione, perdita eccessiva di elettroliti, stress da calore e affaticamento precoce. Alcuni individui, in particolare i cavalli iperenergetici o con una disposizione ad essere nervosi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><em><span style="font-size: 75%">Dr. B. D. Scott</span></em></p>
<h4><span style="font-size: 110%;color: #00aae7"><strong>Nutrire per minimizzare lo spreco di calore</strong></span></h4>
<p><span style="font-size: 100%">Nei climi caldi è opportuno modificare la dieta in modo specifico, soprattutto con cavalli soggetti a stress da prestazione, disidratazione, perdita eccessiva di elettroliti, stress da calore e affaticamento precoce.</span><br />
<span style="font-size: 100%">Alcuni individui, in particolare i cavalli iperenergetici o con una disposizione ad essere nervosi o eccitabili, risentono maggiormente di condizioni di temperatura alta, e soprattutto di umidità elevata.</span><br />
<span style="font-size: 100%">Nei cavalli sottoposti ad un lavoro duro o quelli da endurance, che lavorano su lunghe distanze, il calore aggiuntivo della digestione incrementa il <em>carico di calore</em> che deve essere necessariamente smaltito con un raffreddamento efficace. In particolare, quando fa caldo e immediatamente dopo l’allenamento, se questo carico di calore non viene smaltito, possono insorgere gravi ripercussioni e il cavallo può essere soggetto ad una accelerazione del battito cardiaco e della frequenza respiratoria e di uno scarso recupero dopo l’allenamento, tanto più quando viene confuso per il bisogno del cavallo di ansimare per perdere calore corporeo, atteggiamento che invece aumenta la sudorazione, il rischio di disidratazione e di una perdita dei sali corporei.</span><br />
<span style="font-size: 100%">Indicativamente la perdita di energia, dovuta alla produzione di calore necessario alla fermentazione del cibo nel grande intestino, è di circa il 20% se il cibo è orzo, il 22% se mais, il 30% se avena e il 70% se crusche come la pula e fieno. Al contrario, i supplementi di grassi e oli non consumano calore durante il processo digestivo perché vengono digeriti dagli enzimi nel piccolo intestino.</span></p>
<h4><span style="font-size: 110%;color: #00aae7"><strong>Principi alimentari generali per i climi caldi e umidi</strong></span></h4>
<h4><strong>Minimizzare lo spreco di calore</strong><br />
• Nel cavallo sottoposto a duri allenamenti la quantità di cibo ricco di fibre può essere ridotto ad un <em>livello di sicurezza minimo</em> in modo da assicurare l’efficienza dell’apparato gastro-intestinale (0,5-1% del peso corporeo al giorno). Questo assicurerà il benessere e una adeguata funzionalità dell’intestino, consentendo di immagazzinare riserve adeguate di acqua ed elettroliti per prevenire la disidratazione in assenza di produzione di calore non necessaria.<br />
• Modificare il regime alimentare quando fa caldo dà benefici significativi per i soggetti da corsa endurance o quelli allenati intensamente, poiché il soggetto tende a sudare copiosamente.</h4>
<h4><strong>Requisiti dietetici su misura</strong><br />
• Accertarsi che la quantità totale di fibre date da fieno e crusca sia mantenuta ad un minimo del 25-30% del peso della razione.<br />
• Ridurre il peso e il volume della razione sostituendo alimenti a basso contenuto calorico, come la crusca e l’avena, con graminacee più caloriche come l’orzo (preferibilmente estruso) e il mais (preferibilmente macinato o estruso).<br />
• Ambire ad una razione contenente circa il 30% di grassi (30% della razione). I cavalli si adattano ad una dieta composta fino al 30% di grassi; l’introduzione degli oli deve essere comunque progressiva, con incrementi di 30-40 ml fino alla quantità voluta.<br />
• Inumidire il cibo quando possibile: ciò riduce il carico respiratorio, oltra ad aumentare l’apporto giornaliero di fluidi.<br />
• Fornire quotidianamente un elettrolita bilanciato.</h4>
<h4><strong>Norme di alimentazione</strong><br />
• Se possibile, è preferibile dividere il volume della razione giornaliera di concentrati (granaglie, farine proteiche), fieno, crusca ed elettroliti in 3 piccoli pasti. Ciò previene un sovraccarico del tratto digestivo e riduce il calore prodotto durante la digestione, che potrebbe aumentare la temperatura corporea interna.<br />
• Considerare che gli alimenti più calorici hanno un volume minore e sprecano meno calore, oltre a fornire le calorie per un apporto energetico adeguato.</h4>
<h4><strong>Indicazioni gestionali generali</strong><br />
• Togliere tutti i finimenti, soprattutto quelli che limitano la respirazione (sottopancia) e impediscono il raffreddamento degli arti (fasciature e imbottiture). Ciò permetterà sia un più veloce recupero che un raffreddamento più rapido di arti e tendini.<br />
• Bagnare il cavallo immediatamente dopo l’esercizio e togliere l’acqua in eccesso per facilitare il processo evaporativo, soprattutto intorno alle aree pulsatili dell’intestino, degli arti e del collo. Non è consigliabile lasciare l’acqua calda sul corpo del cavallo se il tempo è umido perché ciò provoca un lento abbassamento della temperatura, invece che veloce, dato dall’effetto isolante dell’acqua intrappolata nel mantello. Inoltre, far passeggiare il cavallo, aumentando così il flusso d’aria, facilita ulteriormente l’evaporazione.<br />
• Far raffreddare adeguatamente il cavallo prima di un trasporto. L’isolamento, soprattutto con altri cavalli accaldati, aumenta il calore intrappolato in uno spazio chiuso come un trailer o un furgone e favorisce una ulteriore sudorazione, e quindi una perdita considerevole di elettroliti. Assicurare un adeguato flusso d’aria durante il trasporto.<br />
• Allenare il cavallo, se possibile, nelle ore più fresche della giornata. Il cavallo può impiegare fino a 4 ore per ripristinare completamente la normale temperatura corporea dopo l’esercizio..<br />
• Pre-raffreddare il cavallo prima di un allenamento aiuta a ritardare l’accumulo di calore poiché la temperatura interna aumenta durante l’esercizio. Anche l’evaporazione di acqua dal mantello durante il lavoro aiuta a diminuire la temperatura interna e può ridurre in modo significativo la sudorazione nelle condizioni di tempo caldo e umido.</h4>
<hr />
<h3><span style="color: #00aae7;font-size: 100%"><strong>FAQ</strong></span></h3>
<details>
<summary>→ <strong>Perché il cavallo ha bisogno di elettroliti quando fa caldo?</strong></summary>
<p>Il cavallo regola la propria temperatura corporea principalmente attraverso la sudorazione. Durante la perdita di sudore vengono eliminati anche importanti sali minerali, tra cui sodio, cloro e potassio, fondamentali per il mantenimento dell&#8217;equilibrio idrico e della normale funzionalità muscolare. Nei cavalli sottoposti ad allenamenti intensi o competizioni in condizioni di caldo e umidità, una corretta gestione degli elettroliti fa parte del supporto nutrizionale necessario per affrontare la perdita di liquidi.</p>
</details>
<details>
<summary>→ <strong>Quali sono i segnali di disidratazione nel cavallo?</strong></summary>
<p>I segnali di disidratazione possono includere riduzione della performance, affaticamento precoce, recupero più lento dopo l&#8217;esercizio, sudorazione alterata e cambiamenti nel comportamento o nell&#8217;appetito. Nei cavalli sportivi è importante monitorare soprattutto la risposta allo sforzo e il recupero dopo il lavoro, in particolare durante i periodi con temperature elevate.</p>
</details>
<details>
<summary>→ <strong>Come aiutare il cavallo a recuperare dopo l&#8217;allenamento con il caldo?</strong></summary>
<p>Dopo l&#8217;attività fisica in condizioni di caldo intenso è importante favorire un adeguato raffreddamento del cavallo, garantire disponibilità di acqua e gestire correttamente il reintegro dei liquidi e degli elettroliti persi con la sudorazione. Anche una corretta programmazione dell&#8217;alimentazione e dei tempi di recupero contribuisce alla gestione complessiva del cavallo atleta.</p>
</details>
<details>
<summary><strong>→ È necessario modificare l&#8217;alimentazione del cavallo in estate?</strong></summary>
<p>Durante i periodi caldi può essere utile adattare la gestione alimentare del cavallo in base al livello di attività, alle condizioni ambientali e alle esigenze individuali. Nei cavalli sottoposti a lavoro intenso si può valutare una razione che limiti la produzione di calore legata alla digestione, mantenendo comunque un adeguato apporto di fibra e nutrienti essenziali.</p>
</details>
<details>
<summary><strong>→ Perché il cavallo suda molto durante il lavoro?</strong></summary>
<p>La sudorazione è un normale meccanismo con cui il cavallo disperde il calore prodotto dall&#8217;attività muscolare. Nei cavalli sportivi, soprattutto durante esercizi prolungati o intensi e in condizioni di caldo e umidità elevata, la quantità di sudore prodotta può aumentare notevolmente, comportando una maggiore perdita di acqua e sali minerali.</p>
</details>
<hr />
<h3><span style="color: #00aae7"><strong>Supporto nutrizionale durante i periodi di caldo intenso</strong></span></h3>
<p class="isSelectedEnd">Nei cavalli sottoposti ad attività fisica in condizioni di temperatura elevata o elevata umidità, la gestione dei liquidi e degli elettroliti rappresenta un aspetto importante del programma nutrizionale. La sudorazione intensa comporta la perdita di acqua e sali minerali, rendendo fondamentale un corretto reintegro degli elettroliti persi durante il lavoro e il recupero.</p>
<p class="isSelectedEnd">BuyVet propone formulazioni specifiche per il cavallo atleta, come:</p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 105%"><strong><span style="color: #282828"><a style="color: #282828" href="https://www.buyvet.it/prodotto/electro-daily-elettroliti-cavalli/"><span style="color: #0000ff">Electro-Daily®</span></a> </span>– Elettroliti per cavalli → <a href="https://www.buyvet.it/prodotto/electro-daily-elettroliti-cavalli/">link al prodotto</a></strong></span><br />
Integratore di elettroliti e sali minerali studiato per supportare il reintegro dei minerali persi con la sudorazione e favorire il mantenimento dell&#8217;equilibrio idrosalino del cavallo sportivo.</p>
<p><span style="font-size: 105%"><strong><span style="color: #0000ff"><a style="color: #0000ff" href="https://www.buyvet.it/prodotto/electro-plex-34g-1/">Electro-Plex®</a> </span>– Elettroliti per cavalli in pasta → <a href="https://www.buyvet.it/prodotto/electro-plex-34g-1/">link al prodotto</a></strong></span><br />
Supporto pratico in pasta per il reintegro di elettroliti e minerali nei periodi di intenso esercizio fisico, competizioni o condizioni ambientali impegnative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-354 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/alimentazione-cavallo-534x400.jpg" alt="" width="534" height="400" /></p>
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		<title>EMORRAGIA POLMONARE NEL CAVALLO (EIPH): cause, sintomi, diagnosi e supporto nutrizionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Dolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[eiph]]></category>
		<category><![CDATA[emorragia]]></category>
		<category><![CDATA[emorragia polmonare cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[re-coup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EMORRAGIA POLMONARE NEL CAVALLO (EIPH): cause, sintomi, diagnosi e supporto nutrizionale La combinazione di ingredienti naturali di Re-Coup è stata studiata per essere davvero efficace nel controllo delle emorragie polmonari nel cavallo e delle affezioni respiratorie dei cavalli. Tutti insieme contribuiscono a rendere la membrana cellulare più elastica e i micro-capillari muscolari e polmonari ancora [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>EMORRAGIA POLMONARE NEL CAVALLO (EIPH): cause, sintomi, diagnosi e supporto nutrizionale</strong></h3>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">La combinazione di ingredienti naturali di <span style="color: #000000"><a style="color: #000000" href="https://www.buyvet.it/prodotto/re-coup-200g-1/"><u><b>Re-Coup</b></u></a></span> è stata studiata per essere davvero efficace nel controllo delle emorragie polmonari nel cavallo e delle affezioni respiratorie dei cavalli.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Tutti insieme contribuiscono a rendere la membrana cellulare più elastica e i micro-capillari muscolari e polmonari ancora più elastici, attenuando il problema dell’echinocitosi e dello shunt sinistro e destro polmonare.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Poiché si presume che oltre il <u><b>70%</b></u> dei cavalli abbia <u><b>emorragie</b></u>, molti rimangono non diagnosticati. Basta una condizione atletica scarsa per mettere in guardia l’allenatore da possibili emorragie.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%"><a href="https://www.buyvet.it/prodotto/re-coup-200g-1/"><b><span style="color: #000000">Re-Coup</span></b></a> ha dimostrato la sua efficacia con un aumento della performance, come valutato da veterinari e allenatori.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">ECHINOCITOSI: principale causa di <u><b>emorragia</b></u><b> polmonare da sforzi </b><b>(EIPH)</b></span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">L’emoreologia è la scienza della meccanica del flusso circolatorio, per la conoscenza della genesi delle malattie equine associate all’esercizio.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Un globulo rosso anomalo noto come <u><b>echinocita</b></u>, la cui <u>rigidità di membrana</u> impedisce il flusso sanguigno e induce <u>iper viscosità del sangue</u>, si trova nei cavalli in esercizio.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Gli echinociti aumentano di popolazione man mano che lo sforzo si intensifica.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Le prove della ricerca implicano la milza come sede di sviluppo degli echinociti. Durante l’esercizio, la milza si contrae ed espelle gli echinociti nella circolazione. Le <u>cellule anomale</u>, a <u>causa della loro ridotta deformabilità</u> funzionano come <u>emboli</u> monocellulari che <u>impediscono il flusso sanguigno capillare</u> e riducono l’ossigenazione dei tessuti.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%"><b>L’echinocitosi aumenta senza dubbio il rischio di lesioni come l’emorragia polmonare indotta dall’esercizio (EIPH), la miopatia da sforzo e alcune malattie ortopediche. </b></span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Questo tipo di cellule impediscono il flusso attraverso la microcircolazione e stabiliscono <u>risposte tissutali ischemiche</u> che possono essere <u>innocue</u> o <u>pericolose per la vita</u>, a seconda della gravità.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Micrografie elettroniche a scansione di globuli rossi di un cavallo da corsa ha dimostrato che prima dell’esercizio, i globuli rossi sono tipicamente normali, dischi biconcavi. Subito dopo un intenso allenamento di corsa veloce, oltre il <u>50% delle cellule mostrava la tipica morfologia degli echinociti</u> in varie fasi di sviluppo.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">I globuli rossi che si trasformavano da discociti a echinociti variavano da leggermente gonfi a sferici e contenevano proiezioni di membrana che variavano da spicole arrotondate a molto distinte.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Un <u>piccolo aumento della viscosità del sangue può quindi amplificare l’effetto di una vasocostrizione</u> elevata nell’aumento della resistenza al flusso.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">La viscosità del sangue può essere misurata. Ad esempio, <u>una ridotta deformabilità </u><u>e perdita di elasticità </u><u>dei globuli rossi</u> (come avviene nell’echinocitosi) causa un <u>aumento della viscosità</u> del sangue e aumenterebbe la resistenza al flusso. Durante un esercizio intenso, come la corsa, la vasodilatazione è massima e non cambia; pertanto, l’aumento della viscosità del sangue è dovuto all’echinocitosi che aumenterebbe presumibilmente la <u>resistenza </u><u>al flusso sanguigno</u>, il che <u>porterebbe</u> a un aumento dell’<u>ischemia tissutale generalizzata</u> e a un aumento della pressione circolatoria polmonare.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 105%">Maggiore è la viscosità di un liquido, più lento è il flusso.</span></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2456" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/04/Globuli-rossi-Echinocitosi-671x400.jpg" alt="" width="268" height="160" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/04/Globuli-rossi-Echinocitosi-671x400.jpg 671w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/04/Globuli-rossi-Echinocitosi-510x304.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/04/Globuli-rossi-Echinocitosi-101x60.jpg 101w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/04/Globuli-rossi-Echinocitosi-151x90.jpg 151w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/04/Globuli-rossi-Echinocitosi.jpg 701w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" /></p>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h3><strong>Soluzioni nutrizionali disponibili per il supporto del cavallo con EIPH</strong></h3>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 105%">La gestione dell&#8217;emorragia polmonare indotta da esercizio (EIPH) nel cavallo richiede un approccio integrato che tenga conto dell&#8217;intensità dell&#8217;attività sportiva, della preparazione atletica, della gestione quotidiana e del corretto supporto nutrizionale.</span></p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 105%">La nutrizione può rappresentare un elemento di supporto nel mantenimento delle normali funzioni fisiologiche dell&#8217;organismo, contribuendo al benessere dell&#8217;apparato respiratorio, all&#8217;equilibrio ossidativo e al mantenimento della normale integrità dei tessuti sottoposti a intenso stress durante l&#8217;esercizio.</span></p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 105%">Nell&#8217;ambito della nutrizione del cavallo atleta, alcune formulazioni sono state sviluppate per fornire specifici nutrienti e composti di origine naturale, come antiossidanti e bioflavonoidi, studiati per il loro ruolo nel supporto della funzionalità vascolare e nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo associato all&#8217;attività fisica intensa.</span></p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 105%">BuyVet seleziona e distribuisce mangimi complementari e integratori veterinari sviluppati da aziende specializzate internazionali, tra cui formulazioni professionali prodotte negli Stati Uniti, destinate al supporto nutrizionale del cavallo sportivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 105%">Tra queste soluzioni rientrano prodotti studiati per accompagnare il cavallo nelle fasi di maggiore richiesta fisica, attraverso un&#8217;integrazione mirata all&#8217;interno di un programma completo che deve sempre comprendere valutazione veterinaria, corretta gestione dell&#8217;allenamento e alimentazione equilibrata.</span></p>
<h2></h2>
<h3><strong>Prodotti di supporto nutrizionale per cavalli sportivi</strong></h3>
<p class="isSelectedEnd">BuyVet propone una selezione di mangimi complementari e integratori veterinari specifici per il cavallo atleta, scelti per supportare le diverse esigenze legate all&#8217;attività sportiva intensa. Le formulazioni disponibili sono sviluppate da aziende specializzate nel settore equino e utilizzate come supporto nutrizionale all&#8217;interno di programmi di gestione completi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra le soluzioni dedicate al supporto del cavallo sportivo rientrano:</p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 110%;color: #0000ff"><a style="color: #0000ff" href="https://www.buyvet.it/prodotto/re-coup/"><strong>Re-Coup®</strong></a></span><br />
Formulazione nutrizionale studiata per il supporto del cavallo sottoposto a intenso esercizio fisico, con ingredienti selezionati per contribuire al mantenimento della normale funzionalità respiratoria e dell&#8217;equilibrio fisiologico durante le fasi di maggiore richiesta atletica.</p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 110%;color: #0000ff"><a style="color: #0000ff" href="https://www.buyvet.it/prodotto/bio-hesper-k-c-antiemorragico-cavalli/"><strong>Bio-Hesper K-C®</strong></a></span><br />
Integratore a base di componenti di origine naturale, tra cui bioflavonoidi, selezionato per il supporto nutrizionale della normale funzionalità vascolare e del benessere del cavallo atleta.</p>
<p class="isSelectedEnd"><span style="font-size: 110%;color: #0000ff"><a style="color: #0000ff" href="https://www.buyvet.it/prodotto/norm-uretic-30g-1/"><strong>Norm-Uretic® </strong></a></span><br />
Supporto nutrizionale pre-competizione specifico per il cavallo da competizione, pensato per accompagnare la preparazione alla performance e contribuire al mantenimento del corretto equilibrio fisiologico prima dell&#8217;attività sportiva.</p>
<p>Scopri le formulazioni disponibili e scegli il supporto nutrizionale più adatto alle esigenze del tuo cavallo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-size: 100%"><strong>FAQ</strong></span></h3>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ Che cos&#8217;è l&#8217;EIPH nel cavallo?</em></span></summary>
<p>L&#8217;EIPH (Exercise Induced Pulmonary Hemorrhage), conosciuta anche come emorragia polmonare indotta da esercizio, è una condizione associata allo sforzo fisico intenso del cavallo atleta. Durante attività ad alta intensità possono verificarsi fenomeni di stress a livello del sistema respiratorio e della microcircolazione polmonare.</p>
</details>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ Quali sono le cause dell&#8217;emorragia polmonare nel cavallo?</em></span></summary>
<p>L&#8217;emorragia polmonare nel cavallo è legata principalmente agli elevati carichi di lavoro durante l&#8217;esercizio intenso. Fattori come velocità, durata dello sforzo, intensità dell&#8217;allenamento e predisposizione individuale possono contribuire alla comparsa del fenomeno.</p>
</details>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ Quali sono i sintomi dell&#8217;EIPH nel cavallo?</em></span></summary>
<p>I segni dell&#8217;EIPH possono variare in base alla gravità e non sempre sono immediatamente evidenti. Tra i possibili segnali possono esserci riduzione della performance, difficoltà respiratoria dopo lo sforzo, affaticamento e, in alcuni casi, presenza di sangue dalle narici dopo l&#8217;attività intensa.</p>
</details>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ Un cavallo può avere EIPH senza sanguinare dal naso?</em></span></summary>
<p>Sì. La presenza di sangue visibile dalle narici (epistassi) non è sempre presente. In molti casi l&#8217;EIPH può essere valutata attraverso approfondimenti veterinari specifici, soprattutto nei cavalli sportivi che mostrano cali di rendimento o difficoltà dopo lo sforzo.</p>
</details>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ L&#8217;EIPH riguarda solo i cavalli da corsa?</em></span></summary>
<p>No. Sebbene sia frequentemente studiata nei cavalli da corsa, l&#8217;EIPH può interessare anche cavalli impegnati in altre discipline sportive che richiedono esercizio intenso, come salto ostacoli, endurance e altre attività agonistiche.</p>
</details>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ Come viene diagnosticata l&#8217;emorragia polmonare nel cavallo?</em></span></summary>
<p>La diagnosi dell&#8217;EIPH viene effettuata dal medico veterinario attraverso una valutazione clinica e strumenti diagnostici specifici, in relazione alla storia dell&#8217;animale, al tipo di attività sportiva e ai sintomi osservati.</p>
</details>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ Qual è il ruolo dell&#8217;alimentazione nel cavallo con EIPH?</em></span></summary>
<p>Una corretta gestione nutrizionale è parte integrante del programma di gestione del cavallo atleta. Un&#8217;alimentazione equilibrata e un adeguato supporto nutrizionale possono contribuire al mantenimento del benessere generale, della normale funzionalità fisiologica e della capacità di affrontare gli stress legati all&#8217;attività sportiva.</p>
</details>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%"><em>→ Quali prodotti possono essere utilizzati come supporto nutrizionale per il cavallo atleta?</em></span></summary>
<p>BuyVet seleziona mangimi complementari e integratori veterinari sviluppati da aziende specializzate nel settore equino, destinati al supporto nutrizionale del cavallo sportivo. Tra le formulazioni disponibili rientrano prodotti come Re-Coup®, Bio-Hesper K-C® e Norm-Uretic®, inseriti all&#8217;interno di programmi di gestione nutrizionale completi.</p>
</details>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%"><strong>Note: Echinocytosis</strong></span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">1. Bayly, W.M., Grant, B.D., Breeze, R.G., and Kramer, J.W.: The effects of maximal exercise on acid-base balance and arterial blood gas tension in Thoroughbred horses. In Equine Exercise Physiol- ogy. Edited by D.H. Snow, S.G.B. Persson, and R.J. Rose. Cambridge, Granta Editions, 1983.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">2. Bessis, M.: Red cell shapes. An illustrated classifi- cation and its rationale. In Red Cell Shape. Edited by M. Bessis, R.I. Weed, and P.F. Leblond. New York, Springer, 1973.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">3. Boucher, J.H., et al.: Erythrocyte alterations during endurance exercise in horses. J. Appl. Physiol., 51:131-134, 1981.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">4. Boucher, J.H., Lessin, L.S., and McMeekin, R.R.: Echinocytosis: The cause of equine exertional diseases-a hypothesis. In Proceeding of the 5th An- nual Scientific Meeting, Association of Equine Sports Medicine. Dynamics of Equine Sports Medicine, Lawrenceville, NJ, Veterinary Learning Systems, 1985, pp. 97-112.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">5. Branemark, P.-I.: Intravascular Anatomy of Blood Cells in Man. New York, S. Karger, 1971.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">6. Chien, S.: Present state of blood rheology. In He- modilution; Theoretical Basis and Clinical Applica- tion. Edited by K. Messmer, and H. Schmid- Schonbein. New York, S. Karger, 1972.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">7. Chien, S.: Biophysical behavior of red cells in sus- pensions. In The Red Blood Cell. Vol. 2. Edited by D.M. Sugenor. New York, Academic Press, 1975. 8. Chien, S.: Hemorheology in disease: Pathophysiolog- ical significance and therapeutic implications. Clin. Hemorheol. 1:419-442, 1981.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">9. Chien, S., and Lipowsky, H.H.: Correlation of hemo- dynamics in macrocirculation and microcirculation. Int. J. Microcirc. Clin. Exp. 1:351-365, 1982. 10. Chien, S.: Hemorrheology: Normal physiology and pathological changes in blood viscosity and blood flow. In Pharmacological Approach to the Treatment of Limb Ischemia. Edited by J.A. Spittell. Philadelphia, Col- lege of Physicians of Philadelphia, 1983.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">11. Milne, D.W., et al.: Effects of furosemide on cardio- vascular function and performance when given prior to simulated races: A double-blind study. Am. J. Vet. Res. 41:1183-1189, 1980.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">12. Oka, S.: Cardiovascular Hemorheology. New York, Cambridge University Press, New York, 1981. 13. Pfafferott, C., Wenby, R., and Meiselman, H.J.: Mor- phologic and internal viscosity aspects of RBC rheo- logic behavior. Blood Cells 8:65-78, 1982.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">14. Schmid-Schonbein, H., Wells, R., and Goldstone, J.: Influence of deformability of human red cells upon blood viscosity. Circ. Res. 25:131-143, 1969.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">15. Schmid-Schonbein, H.: Blood rheology and physiol- ogy of microcirculation. Ric. Clin. Lab. 11(Suppl. 1): 13-33, 1981.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">16. Scholz, P.M.: Correlation of blood rheology with vas- cular resistance in critically ill patients. J. Appl. Phys- iol. 39:1008-1011, 1975.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">17. Thomas, D.P., Fregin, G.F., Gerber, N.H., and Ailes, N.B.: Cardiorespiratory adjustments to tethered- swimming in the horse. Pflugers Arch. 385:65-70, 1980. 18. Thornton, J., et al.: Effects of training and detraining on oxygen uptake, cardiac output, blood gas tensions, pH and lactate concentrations during and after exer- cise in the horse. In Equine Exercise Physiology. Ed- ited by D.H. Snow, S.G.B. Persson, and R.J. Rose. Cambridge, Granta Editions, 1983.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">19. Weed, R.I., LaCelle, P.I., and Merrill, E.W.: Meta- bolic dependence of red cell deformability. J. Clin. Invest. 48:795-809, 1969.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">20. Boucher, J.H.: The equine spleen: Source of danger- ous red blood cells. J. Equine Vet. Sci. 7:140–142, 1987.</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">21. Boucher, J.H.: Lasix therapy: What happens to blood viscosity? J. Equine Vet. Sci. (Accepted for publi- cation, 1988).</span></p>
<p><span style="color: #282828;font-size: 90%">22. Chien, S.: Rheology of sickle cells and the microcir- culation. N. Engl. J. Med. 311:1567-1569, 1984. 23. Serjeant, G.R.: Sickle Cell Disease. New York, Ox- ford University Press, 1985.</span></p>
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		<title>Disidratazione del cavallo: come riconoscerla e gestire elettroliti e idratazione</title>
		<link>https://www.buyvet.it/sudorazione-del-cavallo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Dolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 15:56:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Studi e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cavallo disidratato sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[disidratazione cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[elettroliti per cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[sali minerali cavallo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sudare come un cavallo Dr. L. D. Lewis Perché il processo della sudorazione è importante? Il sudore serve a mantenere la temperatura corporea entro limiti normali e salutari. Affinché il cavallo possa far fronte alle richieste metaboliche e ricavare l’energia necessaria per il movimento, il cibo deve essere convertito in combustibile per alimentare i muscoli. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Sudare come un cavallo</strong></h2>
<p style="text-align: center"><span style="font-size: 90%">Dr. L. D. Lewis</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-351 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/disidratazione-cavallo-710x400.jpg" alt="" width="710" height="400" /></p>
<h4><strong>Perché il processo della sudorazione è importante?</strong></h4>
<p>Il sudore serve a mantenere la temperatura corporea entro limiti normali e salutari.<br />
Affinché il cavallo possa far fronte alle richieste metaboliche e ricavare l’energia necessaria per il movimento, il cibo deve essere convertito in combustibile per alimentare i muscoli. La conversione del cibo in combustibile è molto inefficiente e provoca una produzione di calore. Al fine di eliminare questo calore, i cavalli producono grandi quantità di sudore che aiuta il raffreddamento grazie alla perdita da evaporazione dalla superficie cutanea. Questo processo esercita un effetto di raffreddamento, riducendo la temperatura interna dei cavalli. Va considerato che quando un cavallo viene allenato in modo intenso, questo processo aumenta così tanto da determinare un aumento del tasso di sudorazione fino a 15 litri/ora.</p>
<h4><strong>Da cosa è composto il sudore del cavallo</strong></h4>
<p>Il sudore è costituito prevalentemente da elettroliti (sali) come sodio, cloruro, potassio, e in quantità minori calcio, magnesio, solfati e fosfati, oltre a contenere anche piccole quantità di proteine. La concentrazione di elettroliti nel sudore del cavallo è molto maggiore di quella nel plasma ematico, rendendo il cavallo più sensibile alla sudorazione rispetto ad altri mammiferi, come gli esseri umani. È importante considerare che la concentrazione degli elettroliti nel sudore varia in base al tipo di allenamento e che gli elettroliti menzionati non vengono perduti in eguale concentrazione.<br />
Oltre agli elettroliti, il sudore del cavallo contiene anche proteine, tra cui la laterina, che agisce da detergente aiutando la dispersione del sudore sulla pelle, massimizzando la superficie disponibile per il raffreddamento da evaporazione. Ciò è di grande importanza poiché l’evaporazione del sudore dalla pelle è responsabile per il 60-70% del raffreddamento, mentre altri meccanismi, quali l’aumento della frequenza respiratoria (soffiare) dopo l’allenamento, producono sollievo e una ulteriore perdita per evaporazione.</p>
<p><a href="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/Sweating_horse.tif"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2852" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/Sweating_horse.tif" alt="" /></a></p>
<figure id="attachment_2854" aria-describedby="caption-attachment-2854" style="width: 399px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2854" title="Disidratazione del cavallo" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/Sweating_horse-589x400.jpg" alt="Perdita media di sudore (in litri) in base all’attività: galoppo (giallo), trotto (rosso), eventing (blu), endurance (verde)." width="399" height="271" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/Sweating_horse-589x400.jpg 589w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/Sweating_horse-768x521.jpg 768w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/Sweating_horse-510x346.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/Sweating_horse.jpg 971w" sizes="auto, (max-width: 399px) 100vw, 399px" /><figcaption id="caption-attachment-2854" class="wp-caption-text">Figura 1: Perdita media di sudore (in litri) in base all’attività: galoppo (giallo), trotto (rosso), eventing (blu), endurance (verde).</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Dove sono immagazzinati gli elettroliti nel corpo?</strong></h4>
<p>Gli elettroliti sono presenti in tutto l’organismo, comunque le uniche riserve di elettroliti sono contenute nel colon e nel retto, che fungono da serbatoi vitali per i fluidi e gli elettroliti.</p>
<h4><strong>Quanto sono fondamentali gli elettroliti?</strong></h4>
<p>Gli elettroliti sono essenziali per la funzione normale dell’organismo e sono responsabili delle seguenti funzioni:<br />
• Interazione dei nervi e dei muscoli mediante impulsi elettrici.<br />
• Integrità e funzione cardiaca.<br />
• Azione ed efficacia dei muscoli scheletrici.<br />
• Regolazione e distribuzione dei fluidi nell’organismo.<br />
• Adeguata idratazione e prevenzione della disidratazione.<br />
• Coordinazione.<br />
• Prevenzione dei disagi metabolici, ovvero: scarso rendimento, stanchezza, stress termico, ansia, scoordinazione, scarso recupero.</p>
<p>È evidente che la sudorazione è più abbondante nei climi più caldi, in particolare quando il cavallo si sta acclimatando, e quando il tasso di umidità è elevato. In questo caso la sudorazione diminuisce di efficacia a causa della riduzione del raffreddamento da evaporazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center">Il sodio stimola il meccanismo della sete,<br />
favorendo l’apporto di fluidi.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’integrazione di elettroliti aiuterà a mantenere l’equilibrio dei liquidi e l’idratazione, oltre a favorire l’apporto di liquidi. Tuttavia, altri fattori associati alle perdite per sudorazione possono compromettere i processi fisiologici dell’organismo.<br />
La perdita di liquidi dovuta a sudorazione riduce il volume ematico totale, diminuendo la disponibilità dei nutrienti trasportati ai muscoli in azione e agli organi in tutto il corpo.<br />
Questo può portare ad effetti negativi sui fattori chiave di rendimento, come la funzione muscolare, la trasmissione nervosa e l’assorbimento gastrointestinale. Pertanto, assicurare un adeguato apporto di liquidi dopo l’allenamento, mediante l’integrazione di elettroliti, aiuta a ripristinare il deficit causato dall’esercizio ed accelera il processo di recupero consentendo successivamente migliori prestazioni.</p>
<h4><strong>Cosa è possibile fare per garantire un apporto ottimale </strong><strong>di elettroliti?</strong></h4>
<p>L’integrazione adeguata di elettroliti ha un ruolo fondamentale per la prevenzione del disagio metabolico, ed è un fattore chiave per l’alimentazione del cavallo, sia per quelli dalle elevate prestazioni, sia per il mero mantenimento.<br />
L’ottimale sarebbe somministrare gli elettroliti con le razioni giornaliere. Idealmente, l’apporto di elettroliti dovrebbe essere diviso tra il pasto del mattino e quello del pomeriggio per garantire un uso maggiore. L’integrazione quotidiana con elettroliti e vitamine del complesso B è ideale per il mantenimento dei livelli ottimali oltre a sostenere un metabolismo energetico efficiente e l’appetito.<br />
Somministrare gli elettroliti in base all’intensità degli allenamenti e alla perdita di sudore. Più il clima è caldo e umido, maggiore è la quantità di elettroliti da fornire.</p>
<hr />
<p>Garantire la fornitura di elettroliti durante un trasferimento per prevenire la disidratazione e lo stress da calore. Gli integratori come <span style="color: #00aae7"><strong><span style="font-size: 110%"><a style="color: #00aae7" href="https://www.buyvet.it/prodotto/electro-daily-elettroliti-cavalli/">Electro-Daily</a></span></strong></span>  e <span style="font-size: 110%;color: #00aae7"><strong><a style="color: #00aae7" href="https://www.buyvet.it/prodotto/electro-plex-34g-1/">Electro-Plex</a></strong> </span>sono ideali per viaggiare, sia per somministrazione orale sopra la lingua, sia aggiunti all’acqua potabile.<br />
Garantire l’integrazione di elettroliti, prima e dopo l’esercizio. È necessario idratare i cavalli prima dell’allenamento per garantire prestazioni ottimali, ma è anche importante reidratare dopo l’esercizio per stimolare il meccanismo della sete per bere e per favorire un pronto recupero.<br />
Assicurarsi che il cavallo abbia sempre la possibilità di bere acqua fresca potabile, prima e dopo l’esercizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché ai cavalli vengono le ulcere?</title>
		<link>https://www.buyvet.it/ulcere-gastriche-cavalli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[webmaster@wallabi.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 09:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studi e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[apparato digerente cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[benessere cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[benessere digestivo cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[ulcere cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[ulcere gastriche cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[ulcere puledro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ulcere gastriche nel cavallo: cause, sintomi e gestione nutrizionale Dr. J. D. Pagan Le ulcere gastriche sono una problematica frequente soprattutto nei cavalli sottoposti a stress, allenamento intenso, competizioni e cambiamenti nella gestione alimentare. Riconoscere i segnali e adottare una corretta strategia nutrizionale può aiutare a supportare il benessere gastrico del cavallo atleta. Nei puledri [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Ulcere gastriche nel cavallo: cause, sintomi e gestione nutrizionale</strong></h2>
<h5 style="text-align: center">Dr. J. D. Pagan</h5>
<blockquote><p>Le ulcere gastriche sono una problematica frequente soprattutto nei cavalli sottoposti a stress, allenamento intenso, competizioni e cambiamenti nella gestione alimentare. Riconoscere i segnali e adottare una corretta strategia nutrizionale può aiutare a supportare il benessere gastrico del cavallo atleta.</p></blockquote>
<p>Nei puledri di un anno e nei cavalli adulti le ulcere gastriche si presentano prevalentemente nella mucosa squamosa, la regione non ghiandolare dello stomaco. Entro 48 ore queste lesioni possono degenerare in profonde ulcere sanguinanti.<br />
L’allenamento intenso, le diete ipercaloriche, i digiuni prolungati e gli alti livelli di stress, sono tutte cause che favoriscono l’ulcerazione della mucosa squamosa. Inoltre si osserva che le ulcere peggiorano come il cavallo continua a correre.<br />
Il fattore aggressivo predominante che influenza il microambiente della mucosa gastrica nei cavalli è l’acido cloridrico, secreto dalle cellule parietali delle ghiandole gastriche all’interno della regione ghiandolare dello stomaco. La secrezione acida stimolata dall’ingestione di cibo non è di primaria importanza, perché viene ampiamente neutralizzata dall’azione del cibo e della secrezione salivare, che è ricca di bicarbonato e viene stimolata dall’alimentazione.<br />
È invece la secrezione acida basale, quella che si manifesta in assenza di alimentazione, che è coinvolta nell’erosione della mucosa squamosa dello stomaco.<br />
La mucosa ghiandolare è meno suscettibile ai danni provocati dall’acido gastrico grazie all’effetto neutralizzante del bicarbonato secreto dalle mucose poste nella regione ghiandolare.<br />
Queste secrezioni forniscono una protezione localizzata della mucosa ghiandolare, ma non aderiscono alla mucosa squamosa.</p>
<h4><strong>La sindrome dell’ulcera gastrica equina (EGUS) è comune sia nei cavalli adulti che nei puledri.</strong></h4>
<p>Con tutte le informazioni che i proprietari hanno a disposizione sulle ulcere gastriche, vale la pena fare un passo indietro per stabilire esattamente quali sono le cause.<br />
Il proprietario ha un unico modo per prevenire o trattare efficacemente le ulcere gastriche, ovvero quando dispone di informazioni sufficientemente attendibili sulle cause. In termini semplici, le ulcere gastriche equine sono causate dall’azione irritante dell’acido gastrico (acido cloridrico secreto da una parte del rivestimento gastrico) e, in grado minore, dell’enzima digestivo pepsina.<br />
<strong>Perché accade questo?</strong><br />
La risposta può essere scientificamente molto complicata, ma in termini molto semplici la causa è dovuta ad una cattiva gestione del cavallo, soprattutto ad una cattiva gestione alimentare.<br />
Chiunque abbia un cavallo che soffre di ulcere non vorrebbe sentirselo dire, ma questa è la realtà.<br />
I cavalli sono erbivori pascolanti. Se lasciati liberi nei prati, pascolerebbero quasi in continuazione. Il piccolo stomaco (solo 8-15 litri di capacità) è idealmente progettato per pasti piccoli e frequenti, come accadrebbe se i cavalli potessero pascolare a lungo. In condizioni normali i cavalli sono progettati per consumare grandi quantità di foraggio (fibre, crusca), e di ricavare il grosso del loro apporto energetico dalla scomposizione delle fibre e della crusca in energia disponibile.<br />
Il cibo passa attraverso lo stomaco piuttosto rapidamente, spesso in circa 15 minuti, per poi avanzare altrettanto rapidamente verso l’intestino tenue. Di solito il cibo arriva all’intestino crasso (ove le fibre e la crusca vengono in larga parte fermentate e digerite) in appena 90-120 minuti. Questo lascia poco tempo, sia allo stomaco che all’intestino tenue, per assorbire i nutrienti, e qualsiasi alterazione nel passaggio del cibo attraverso l’intestino data da un cambiamento della dieta naturale può ridurre in modo significativo la funzione e l’efficienza intestinale<br />
Per i cavalli il vero problema arriva quando il tempo che hanno a disposizione per mangiare e masticare è ridotto (confinando un cavallo nel box e limitando l’alimentazione a uno o due grossi pasti quotidiani), e quando la digestione viene affaticata ulteriormente a causa dei duri allenamenti (spesso fatti a stomaco vuoto).<br />
Potete giustamente chiedervi qual è il nesso. La risposta è piuttosto semplice.<br />
I cavalli producono saliva solo quando masticano e mangiano. In condizioni normali i cavalli secernono fino a 30 litri di saliva al giorno perché pascolano e masticano parecchio materiale fibroso. La saliva tampona gli acidi perché contiene livelli elevati di bicarbonato e di altre sostanze alcaline che neutralizzano l’acido nello stomaco, oltre a lubrificare il cibo.<br />
Inoltre i cavalli producono acidi gastrici costantemente, anche quando non mangiano.<br />
Un cavallo al pascolo mastica e bruca fino a 16-20 ore al giorno, salivando quasi costantemente per neutralizzare gli acidi gastrici prodotti continuamente.<br />
I pasti normali, ricchi di fibre, tendono ad assorbire molto dell’acido prodotto nello stomaco (ricordatevi che gli acidi gastrici sono lì per iniziare la digestione e scomporre il materiale fibroso subito dopo che il cibo è stato masticato, sminuzzato ed inghiottito).</p>
<details>
<summary><span style="font-size: 110%">⇓<strong> Continua a leggere: approfondimento sulle ulcere gastriche</strong></span></summary>
<p>I pasti normali ricchi di fibre tendono anche a permanere nello stomaco più tempo rispetto ai cibi non fibrosi o acquosi (granaglie e pastoni compresi). Il tempo di svuotamento effettivo dello stomaco è governato dalla dimensione del pasto: lo stomaco si svuoterà più velocemente con un pasto abbondante rispetto ad un piccolo pasto. Analogamente, un pasto a base di cereali o concentrati verrà digerito rapidamente.<br />
Se lo stomaco si svuota rapidamente, ci saranno lunghi periodi in cui l’acido continua ad essere secreto, anche se non c’è cibo nello stomaco, soprattutto quando i cavalli sono sottoposti ad una alimentazione pianificata e nutriti una o due volte al giorno.<br />
Adesso pensate alle pratiche alimentari cui vengono sottoposti i cavalli atleti quando sono confinati nei box e allenati.<br />
Rinchiudiamo il cavallo affinché abbia la minima, o nessuna, possibilità di brucare. In queste circostanze il cavallo può mangiare solo quando viene nutrito in base al regime di scuderia, ovvero una, due, al massimo tre volte al giorno. Quindi il cavallo avrà lo stomaco vuoto per periodi molto lunghi, continuando comunque a secernere acido gastrico, ma producendo solo una quantità molto piccola di saliva.<br />
Inoltre, di solito sottoponiamo il cavallo ad una dieta carente di foraggio perché vogliamo che mangi cibo molto energetico per soddisfare il maggior fabbisogno di energia che gli serve per allenarsi e correre. Dato che la quantità giornaliera di cibo che può ingerire è comunque limitata, se non fornissimo energia concentrata o una alimentazione ricca di cereali, il cavallo dovrebbe ricevere delle razioni troppo voluminose.<br />
Queste diete ricche di cereali e concentrati, ma povere di fibre, usate comunemente con i cavalli atleti, provocano dei veri problemi. Il cavallo mastica e inghiotte velocemente la parte ricca di cereali e concentrati, che spesso non viene sminuzzata bene (sapete bene quanti cereali finiscono nelle feci).<br />
Se il cavallo ha pochissimo tempo per masticare questi alimenti, naturalmente produrrà pochissima saliva per neutralizzare gli acidi gastrici. Per peggiorare la situazione, i concentrati e i cereali passano piuttosto velocemente attraverso lo stomaco perché poveri di fibre.<br />
Poiché i cereali e i concentrati vengono masticati velocemente, la quantità di saliva prodotta è esigua. Poi il cibo passa attraverso lo stomaco rapidamente, lasciando uno stomaco vuoto che continua a produrre acido fino al pasto successivo.<br />
L’acido contenuto nello stomaco vuoto è ciò che provoca le ulcere gastriche. Lo stomaco è progettato per ricevere frequentemente piccole pasti affinché po’ di cibo fibroso sia sempre presente, come abbiamo menzionato.<br />
Gli acidi gastrici liberi agiscono sulla mucosa che riveste lo stomaco come un potente irritante, erodendone rapidamente la superficie e provocando ulcerazioni.</p>
<p>Per peggiorare la situazione, di solito si allena il cavallo quando ha lo stomaco vuoto. L’aumento della pressione addominale determinata dall’attività fisica sembra che possa innalzare il livello degli acidi gastrici oltre lo strato di mucosa gastrica non protetta, esponendo questa zona molto sensibile dello stomaco, che normalmente non sarebbe esposta agli acidi corrosivi, all’azione dell’acido.<br />
In sintesi, non mantenere sempre nello stomaco del cavallo un po’ di cibo, sottoporlo a regimi alimentari irregolari, allenarlo in modo estenuante, somministrargli diete a base di concentrati e cereali, con bassi livelli di fibre, tutti questi sono elementi che permettono agli acidi gastrici di provocare le ulcere molto velocemente. Non è una sorpresa che fino al 90% dei purosangue e dei trottatori incorrerà, durante la preparazione e in modo più o meno grave, in problemi di ulcere.<br />
Allora perché i cavalli da diporto di solito non hanno questi gravi problemi di ulcere gastriche? La risposta è di nuovo molto semplice. Questi cavalli generalmente hanno un maggior accesso al pascolo, quindi possono mangiare con più continuità.<br />
Di solito non vengono nutriti con diete ricche di cereali o concentrati, come abbiamo visto fare con i purosangue e i trottatori, piuttosto mangiano di più alimenti ricchi di fibre.<br />
Soprattutto i programmi di lavoro a cui vengono sottoposti non sono così intensivi come per i purosangue.</p>
</details>
<hr />
<h3><span style="color: #00aae7"><strong>Alcuni fatti </strong></span></h3>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• I cavalli mangiano in continuazione. </strong></span></h4>
<p>Se lasciato a sé stesso, il cavallo mangerebbe continuamente; ciò significa che non è mai né a stomaco vuoto, né con lo stomaco completamente pieno. I cavalli in queste condizioni normalmente mangiano per quasi 20 ore al giorno, e la loro dieta è ricca di fibre, ma povera di carboidrati. Le fibre richiedono una adeguata masticazione, quindi i cavalli producono un abbondante flusso di saliva durante la masticazione intensiva. Il cibo viene assunto lentamente e in modo prolungato, quindi lo stomaco riceve soltanto piccole porzioni ogni volta, rimanendo sempre parzialmente pieno.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• I cavalli hanno uno stomaco piccolo. </strong></span></h4>
<p>La capacità è di soli 8-15 litri, ed è adatto a pasti piccoli e continui.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• I cavalli secernono acido gastrico in continuazione. </strong></span></h4>
<p>Anche quando lo stomaco è vuoto e quando sono a digiuno.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• I cavalli producono saliva solo se masticano e mangiano.</strong></span></h4>
<p>La saliva prodotta (dai 10 ai 30 litri al giorno) neutralizza gli acidi gastrici perché è ricca di bicarbonato. Il tipo di nutrizione è importante, perché i cavalli producono il doppio di saliva quando mangiano foraggio rispetto a quando mangiano cereali o altri concentrati. Quindi le diete ricche di cereali e povere di fibre riducono la secrezione salivare provocando una diminuzione dell’acidità gastrica, che è un fattore di rischio per le ulcere gastriche. Invece, le diete ricche di foraggio tendono a stimolare la produzione di saliva, che è ricca di bicarbonato.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• I cavalli di ogni razza e uso possono sviluppare le ulcere.</strong></span></h4>
<p>L’incidenza delle lesioni è influenzata dalla gestione e dall’uso del cavallo. I cavalli al pascolo o sottoposti a lavori molto leggeri hanno uno stomaco normale, o lesioni lievi. Al contrario, i cavalli confinati nelle stalle o allenati in modo intensivo hanno un’alta prevalenza (fino al 90%) di lesioni gastriche.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• La diffusione delle ulcere gastriche nei cavalli da corsa e in allenamento è molto elevata (valutabile dal 66 al 90%, a seconda degli studi).</strong></span></h4>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• La diffusione e la gravità delle ulcere nei cavalli da diporto è generalmente ridotta (37%).</strong></span></h4>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• La diffusione e la gravità delle ulcere gastriche aumenta con la durata degli allenamenti.</strong></span></h4>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• Le ulcere gastriche sono provocate da uno squilibrio tra le sostanze che aggrediscono la mucosa gastrica (acido cloridrico, bile, pepsina) e sostanze che proteggono la mucosa (muco e bicarbonato).</strong></span></h4>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• I fattori gestionali coinvolti nella formazione delle ulcere sono il tipo di dieta e il comportamento alimentare.</strong></span></h4>
<p>Limitare l’accesso al foraggio grezzo o usare i concentrati in abbondanza, riducendo il tempo dato al cavallo per mangiare cibo grezzo, sono fattori che aumentano l’acidità gastrica. Le<br />
diete ricche di foraggio tendono a stimolare la produzione di saliva, ricca di bicarbonato e che tampona l’acido gastrico.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• Il tipo di alimentazione ha un effetto radicale sulla velocità di ingestione (o del tempo richiesto per mangiare), e quindi sulla quantità di saliva prodotta. </strong></span></h4>
<p>Ai cavalli servono circa 40 minuti per mangiare 1 kg di fieno. Sostituendolo con i cereali o i concentrati, per fornire energia supplementare per la prestazione, il tempo totale per cibarsi si riduce significativamente. Bastano meno di 10 minuti per mangiare 1 kg di avena. Ciò significa che una dieta mista di cereali e fieno può ridurre il tempo per cibarsi di ben 2-3 ore.</p>
<h4><span style="color: #000000"><strong>• Se un cavallo viene alimentato in scuderia (diciamo due volte al giorno), lo stomaco rimarrà vuoto per lunghi periodi, ma l’acido verrà prodotto in continuazione.</strong></span> <span style="color: #282828">Vale lo </span><span style="color: #282828">stesso quando i cavalli sono in viaggio.</span></h4>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• Lo scopo è di mantenere il cibo nello stomaco il più possibile, per assorbire l’acido gastrico in eccesso.</strong></span></h4>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• Il tipo di razione influenza il tempo di permanenza del cibo nello stomaco.</strong></span></h4>
<p>Il volume e il tipo di cibo e l’allenamento sono fattori che influenzano il tempo di transito nello stomaco. I pasti a base di cereali, che vengono masticati e mangiati in un tempo minore, accelerano lo svuotamento gastrico, riducendo la digestione degli amidi disponibili. Anche gli alimenti pellettati e macinati (frammenti di cibo più piccoli) tendono a muoversi più velocemente attraverso lo stomaco e l’intestino tenue rispetto ai cibi fibrosi come il fieno e l’erba. Anche l’allenamento provoca un’accelerazione dei tempi di transito del cibo.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• I pasti più voluminosi transitano più velocemente dei pasti piccoli poiché lo svuotamento dello stomaco è controllato dal volume del pasto. Il tempo di transito attraverso lo stomaco può essere di soli 15 minuti quando viene ingerito un pasto abbondante. </strong></span></h4>
<p>Se il cavallo è a digiuno, possono essere necessarie 24 ore allo stomaco per svuotarsi. Ai cavalli in scuderia tipicamente vengono somministrati uno o due pasti abbondanti al giorno, pasti che non permangono a lungo nello stomaco. Inoltre, nella maggior parte delle scuderie le razioni contengono elevate quantità di cereali o concentrati che riducono ancora di più il tempo effettivo impiegato per mangiare e masticare, con conseguente diminuzione della produzione di saliva, e una maggiore azione dell’acido gastrico sulla mucosa dello stomaco.</p>
<hr />
<h3><strong><span style="color: #00aae7">Questi sono i principali fattori che causano le ulcere gastriche nei cavalli atleti. </span></strong></h3>
<p>Come abbiamo visto sopra, le ulcere gastriche si manifestano in una una percentuale elevata di cavalli atleti. Solitamente i primi sintomi possono essere semplicemente che il cavallo non mangia la sua razione subito, anzi la prende e si allontana, poi ritorna e ne prende un po’, poi va via di nuovo.</p>
<p>Spesso i cavalli lasceranno la porzione di cereali della loro dieta, e semplicemente prenderanno il foraggio.<br />
Ancora, altri cavalli mostreranno lievi segni di colica dopo aver mangiato. Questo può essere spesso confuso con la colica, e non essere correttamente diagnosticata. Alcuni cavalli in certi momenti diventeranno difficili da trattare e con un brutto carattere. Qualcuno perderà peso.<br />
I segni dell’ulcerazione gastrica non sono specifici, ma di solito è presente un calo delle prestazioni.</p>
<h3><strong>Struttura dello stomaco equino</strong></h3>
<p>Lo stomaco equino può essere suddiviso in 2 aree funzionali:</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• Epitelio squamoso</strong></span></h4>
<p>Non è in grado di secernere nulla e non ha dei meccanismi di difesa propri contro le lesioni da acido. Questa è la regione superiore dello stomaco.</p>
<h4><span style="color: #282828"><strong>• Epitelio ghiandolare</strong></span></h4>
<p>Ove l’acido gastrico (acido cloridrico) e l’enzima digestivo, pepsinogeno, vengono secreti. Questa è la regione inferiore dello stomaco, che normalmente è costantemente inondata dall’acido e dal cibo. Questa regione è coperta da uno spesso strato di mucosa protettiva.<br />
La giunzione tra queste due regioni è nota come Margo Plicatus. La maggior parte delle ulcere è localizzata in questa zona.<br />
Nei cavalli le ulcere si manifestano sia nell’epitelio squamoso e ghiandolare, come pure nel piloro e nel duodeno (porzione iniziale dell’intestino tenue).<br />
L’ulcerazione provoca una distruzione progressiva di uno o più strati del rivestimento mucosale, degenerando nei casi più gravi in ulcere sanguinanti.</p>
<p><span style="color: #282828"><strong>Segni clinici che possono indicare la presenza di ulcere: </strong></span></p>
<p>Mangia svogliatamente.<br />
Mantello smorto.<br />
Modifiche del temperamento.<br />
Vizi come ticchio da appoggio.<br />
Coliche.<br />
Cibo lasciato nella mangiatoia.<br />
Perdita di peso o condizione scarsa.</p>
<p>I puledri spesso mostrano una vari sintomi, tra cui: diarrea, scarso appetito, pelo e mantello ispido, pancia gonfia, digrignare dei denti, malessere addominale, allattamento interrotto, colica. Nei puledri le ulcerazioni gravi possono rapidamente provocare la perforazione dello stomaco, con peritonite e susseguente rapida morte. I puledri neonati, se stressati, possono sviluppare ulcere gastriche entro 24 ore dalla nascita.</p>
<hr />
<h3><span style="color: #00aae7"><strong>Supporto nutrizionale per il benessere gastrico del cavallo</strong></span></h3>
<p class="isSelectedEnd">La gestione del cavallo soggetto a stress, intenso lavoro atletico o particolari condizioni alimentari può includere strategie nutrizionali mirate al supporto della normale funzionalità gastrica.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.buyvet.it/ulcere-gastriche-cavalli/">Perché ai cavalli vengono le ulcere?</a> proviene da <a href="https://www.buyvet.it">International Vet</a>.</p>
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		<title>L&#8217;artrite e la displasia del cane e come supportare le articolazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Dolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 09:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[artrite del cane]]></category>
		<category><![CDATA[artrosi del cane]]></category>
		<category><![CDATA[benessere articolare cane]]></category>
		<category><![CDATA[displasia del cane]]></category>
		<category><![CDATA[displasyn]]></category>
		<category><![CDATA[glucosamina cane]]></category>
		<category><![CDATA[integratore articolare cane]]></category>
		<category><![CDATA[MSM cane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INTRODUZIONE L’osteoartrosi, nota anche come malattia degenerativa delle articolazioni, è una affezione progressiva che interessa tutte le articolazioni sinoviali del cane. Questa malattia colpisce soprattutto le giunture maggiormente sottoposte a sopportare il peso del cane ed è caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine articolare, dall’ispessimento dell’osso subcondrale, dalla formazione di nuovo osso ai margini dell’articolazione e [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.buyvet.it/artrite-del-cane-e-come-supportare-le-articolazioni/">L&#8217;artrite e la displasia del cane e come supportare le articolazioni</a> proviene da <a href="https://www.buyvet.it">International Vet</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2608 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Titolo.jpg" alt="" width="603" height="95" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Titolo.jpg 737w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Titolo-510x80.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Titolo-190x30.jpg 190w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Titolo-572x90.jpg 572w" sizes="auto, (max-width: 603px) 100vw, 603px" /></p>
<h3><strong>INTRODUZIONE</strong></h3>
<p>L’<strong>osteoartrosi</strong>, nota anche come <strong>malattia degenerativa delle articolazioni</strong>, è una affezione progressiva che interessa tutte le articolazioni sinoviali del cane. Questa malattia colpisce soprattutto le giunture maggiormente sottoposte a sopportare il peso del cane ed è caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine articolare, dall’ispessimento dell’osso subcondrale, dalla formazione di nuovo osso ai margini dell’articolazione e dalla deformità articolare.<br />
L’<strong>osteoartrite</strong> presenta però, oltre ai sintomi dell’osteoartrosi, anche infiammazione, con conseguente <strong>dolore</strong>. La cartilagine articolare è un tipo di cartilagine ialinica formata da condrociti immersi nella matrice extracellulare composta da collagene e macromolecole di proteine polisaccaridi.<br />
<strong>La cartilagine incomincia a deteriorarsi quando subisce un processo infiammatorio provocato da aggressioni di tipo metabolico, ereditario, ormonale, biomeccanico, chimico (causate da farmaci)</strong>.</p>
<p>La superficie della cartilagine comincia a scomporsi e col tempo queste piccole aree deteriorate diventano fessure che progrediscono sempre più in profondità, nella matrice della cartilagine. Allo stadio finale del processo infiammatorio la superficie articolare perde completamente la cartilagine, con sclerotizzazione della sottostante superficie subcondrale.<br />
<em>Le escrescenze osteocondrali, definite osteofiti, iniziano a formarsi ai margini dell’articolazione e nei punti di fissaggio dei legamenti e dei tendini.</em><br />
<em>Le nuove escrescenze ossee appaiono come speroni e sono il tentativo dell’organismo di aiutare la giuntura deteriorata a stabilizzarsi.</em> Quando la cartilagine articolare danneggiata diventa fibrillata, è possibile trovare condrociti raggruppati in grande numero. Intorno a questi ammassi di condrociti la cartilagine cerca di ripararsi e rigenerarsi. Se la matrice cellulare e le nuove cellule vengono distrutte più velocemente di quanto riescano a formarsi, la cartilagine diventa sempre più sottile per poi sclerotizzarsi completamente.<br />
Durante queste fasi dell’osteoartite c’è una risposta infiammatoria nella membrana sinoviale che provoca una proliferazione delle cellule superficiali, un incremento della vascolarizzazione e, gradualmente, la fibrosi dei tessuti subsinoviali. La capsula articolare si ispessisce e successivamente c’è uno sviluppo della superficie granulosa.</p>
<p>La patogenesi della malattia degenerativa dell’articolazione coinvolge tre fattori principali:<br />
<strong>1. Enzimi.</strong><br />
<strong>2. Funzionalità dei condrociti.</strong><br />
<strong>3. Nutrizione.</strong></p>
<p>In presenza di un deterioramento dello strato superficiale della cartilagine, il fluido sinoviale si disperde nella matrice cartilaginea provocando la digestione delle catene molecolari di condroitin solfato delle proteine polisaccaridi. Questo processo è compiuto dall’azione di un enzima simile all’ialuronidasi. <em>Più la cartilagine subisce traumi, più fessure e incrinature si formano.</em> La conseguenza è che una maggior quantità di fluido sinoviale entra in contatto con la matrice cartilaginea. La collagenasi, che è prodotta dalla membrana sinoviale, contribuisce anch’essa al deterioramento della matrice cartilaginea.<br />
La manutenzione e riparazione continua della cartilagine dipende dai condrociti. Il continuo affaticamento della cartilagine articolare fa sì che i condrociti più in profondità regrediscano nei più primitivi condroblasti, nel tentativo da parte delle cellule di compensare il danneggiamento della cartilagine e l’impoverimento della matrice polisaccaride.<br />
Queste cellule più primitive sono metabolicamente più attive ad hanno una maggiore capacità di riparare la matrice cartilaginea.</p>
<p>La <strong>cartilagine articolare</strong> <em>non è vascolarizzata, quindi dipende completamente dal fluido sinoviale per l’approvvigionamento del nutrimento e per lo smaltimento dei rifiuti metabolici.</em> <strong>È qui che le <em>glucosamine</em> stimolano la sintesi del collagene, dei proteoglicani e dei glucosamminoglicani.</strong><br />
<strong>Il condroitin solfato contenuto nel fluido sinoviale minimizza l’effetto distruttivo sulla cartilagine causato dagli enzimi degradanti.</strong></p>
<h3><strong>TERMOGRAFIA ALL&#8217;INFRAROSSO</strong></h3>
<p>La termografia all’infrarosso fornisce una valutazione per immagini della quantità di calore emesso da un’area anatomica specifica, rappresentando graficamente la temperatura superficiale di un oggetto. È una tecnica non invasiva con la quale acquisire, in tutta sicurezza, informazioni sulle variazioni infiammatorie presenti in una specifica area anatomica. A causa della sensibilità della strumentazione, quantità anormali di calore prodotte dalla reazione infiammatoria possono essere misurate e riesaminate periodicamente per controllare i progressi<br />
(vedi <strong>Fig. 1</strong>).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2628 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1-246x400.jpg" alt="" width="267" height="434" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1-246x400.jpg 246w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1-493x800.jpg 493w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1-768x1247.jpg 768w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1-510x828.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1-37x60.jpg 37w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1-55x90.jpg 55w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Figura-1-1.jpg 937w" sizes="auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>MATERIALI E METODI</strong></h3>
<p>Lo studio è stato realizzato in doppio cieco, con due gruppi di cani: al primo gruppo è stato somministrato <a href="https://www.buyvet.it/prodotto/displasyn-artrite-displasia-artrosi-cane-gatto/"><span style="font-size: 110%;color: #ed1c24"><strong>DisplaSyn</strong></span> </a>(in base alla dose consigliata, ad intervalli di 12 ore), al secondo un placebo, quindi completamente privo dei principi attivi del<strong><a href="https://www.buyvet.it/prodotto/displasyn-artrite-displasia-artrosi-cane-gatto/"> <span style="font-size: 110%;color: #ed1c24">DisplaSyn</span></a> (glucosammina, cartilagine di squalo, boswellin e manganese).</strong> I soggetti che hanno partecipato al test sono stati esaminati clinicamente per valutare l’andatura e sono stati sottoposti a termografie di entrambe le giunture femorali.<br />
Gli esami fisici sono stati realizzati settimanalmente per tutta la durata dello studio (12 settimane). Sono stati utilizzati per la ricerca i seguenti animali:</p>
<h4><span style="color: #333333"><strong>C A N E # 1</strong></span></h4>
<p>Labrador Retriever, maschio castrato, del peso di 37,2 kg.<br />
L’esame fisico, completo di fluoroscopia, ha rivelato una osteo-artite presente in entrambe le articolazioni e un maggior gradiente termico in entrambe le articolazioni rispetto ai gradienti misurati nelle altre giunture sinoviali. Questo animale mostra dolore alla palpazione delle articolazioni femorali.</p>
<h4><span style="color: #d83131"><strong>C A N E # 2</strong></span></h4>
<p>Labrador Retriever, maschio castrato, del peso di 32,6 kg.<br />
La fluoroscopia evidenzia la presenza di osteoartrite ad entrambe le giunture. Le termografie rivelano un gradiente termico maggiore nelle giunture sinoviali.</p>
<h4><span style="color: #d83131"><strong>C A N E # 3</strong></span></h4>
<p>Schnauzer nano, maschio, del peso di 10 kg.<br />
Questo cane è un campione ed ha frequentato esposizioni per molti anni. Viene utilizzato per la riproduzione e sfortunatamente soffre di osteoartrite in diverse articolazioni. Le radiografie mostrano una modificazione artritica delle giunture femorali, ma non dei veri segnali di displasia. Le termografie mostrano un maggiore gradiente termico in entrambe le giunture femorali.</p>
<h4><span style="color: #333333"><strong>C A N E # 4</strong></span></h4>
<p>Schnauzer nano di 7 anni, femmina priva di ovaie, del peso di 8,2 kg.<br />
Il soggetto è stato usato per la riproduzione fino all’anno precedente. L’esame fluoroscopico rivela piccole modificazioni artritiche in entrambe le giunture femorali e un incremento dei gradienti termici che concorda con la presenza dell’osteoartrite.</p>
<h4><span style="color: #333333"><strong>C A N E # 5</strong></span></h4>
<p>Schnauzer nano di 7 anni, femmina.<br />
Radiograficamente questo animale è sano, anche se le termografie rivelano un maggior gradiente in entrambe le articolazioni femorali.</p>
<h4><span style="color: #d83131"><strong>C A N E # 6</strong></span></h4>
<p>Schnauzer nano di 9 anni, femmina priva di ovaie, del peso di 7,2 kg.<br />
Le radiografie mostrano la presenza di piccole formazioni osteofite in entrambe le articolazioni. Le termografie rivelano un maggior gradiente termico in entrambe le articolazioni.</p>
<h4><span style="color: #d83131"><strong>C A N E # 7</strong></span></h4>
<p>Schnauzer nano di 9 anni, femmina priva di ovaie, del peso di 8 kg.<br />
Le radiografie mostrano la presenza di osteoartrite in molte giunture. In entrambe le grasselle il gonfiore è palpabile entro le membrane sinoviali. Le termografie rivelano maggiori gradienti termici in quasi tutte le giunture dell’animale.</p>
<h4><span style="color: #333333"><strong>C A N E # 8</strong></span></h4>
<p>Meticcio di 12 anni, maschio castrato, del peso di 28,1 kg.<br />
Le radiografie rivelano la presenza di osteoartrite in entrambe le giunture femorali. Le altre giunture appaiono radiograficamente normali. Le termografie mostrano un maggior gradiente termico solo per le giunture femorali.</p>
<h4><span style="color: #d83131"><strong>C A N E # 9</strong></span></h4>
<p>Meticcio di 10 anni, femmina senza ovaie, del peso di 23,5 kg.<br />
Le radiografie rivelano la presenza di osteoartrite in entrambe le giunture. L’incremento termico è presente solo alle giunture femorali.</p>
<h4><span style="color: #333333"><strong>C A N E # 1 0</strong></span></h4>
<p>Meticcio di 10 anni, maschio castrato, del peso di 34,5 kg e obeso.<br />
Le radiografie mostrano modificazioni articolari in molte giunture. Le termografie rivelano maggiori gradienti termici in tutte le articolazioni sinoviali.</p>
<h4><span style="color: #333333"><strong>C A N E # 1 1</strong></span></h4>
<p>Meticcio di 12 anni, femmina senza ovaie, del peso di 19 kg.<br />
Radiograficamente non mostra segni di lesioni da osteoartrite. Le termografie invece rivelano un aumento del gradiente termico in entrambe le giunture femorali.</p>
<h4><span style="color: #d83131"><strong>C A N E # 1 2</strong></span></h4>
<p>Pastore tedesco di 9 anni, femmina senza ovaie, del peso di 29,5 kg.<br />
Le radiografie mostrano la presenza, in entrambe le giunture femorali, di osteoartrite e di una lieve displasia. Le termografie mostrano un elevato incremento termico in entrambe le giunture.</p>
<p>Sono state messe a disposizione per ogni animale quantità sufficienti di <a href="https://www.buyvet.it/prodotto/displasyn-artrite-displasia-artrosi-cane-gatto/"><span style="font-size: 110%;color: #ed1c24"><strong>DisplaSyn</strong></span> </a>e di placebo, per provvedere alla somministrazione quotidiana raccomandata. Gli esami fisici e le valutazioni sull’andatura sono state effettuate settimanalmente. Le termografie all’infrarosso sono state ottenute mediante vista dorsale-ventrale su ogni animale ogni 7 giorni, per tutta la durata dello studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2610 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/figura-2-607x400.jpg" alt="" width="703" height="463" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/figura-2-607x400.jpg 607w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/figura-2-768x506.jpg 768w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/figura-2-510x336.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/figura-2-91x60.jpg 91w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/figura-2-136x90.jpg 136w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/figura-2.jpg 1016w" sizes="auto, (max-width: 703px) 100vw, 703px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>RISULTATI</strong></h3>
<p>Gli animali che hanno ricevuto il placebo (<strong>Cane #1-4-5-8-10-11</strong>) non hanno ottenuto modificazioni significative dei gradienti termici.<br />
Invece, tutti gli animali che hanno ricevuto <a href="https://www.buyvet.it/prodotto/displasyn-artrite-displasia-artrosi-cane-gatto/"><span style="font-size: 110%;color: #ed1c24"><strong>DisplaSyn</strong></span> </a>(<span style="color: #d83131">Cane # 2-3-6-7-9- 12</span>) <strong>sono migliorati clinicamente nell’andatura quando testati su una superficie dura.</strong> Questi animali hanno segnato in media una riduzione del gradiente termico alle giunture femorali del <strong>29,53%</strong> durante il corso dello studio, come evidenziato dalle tabelle.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2624 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-609x400.jpg" alt="" width="609" height="400" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-609x400.jpg 609w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-1218x800.jpg 1218w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-768x505.jpg 768w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-1536x1009.jpg 1536w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-510x335.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-91x60.jpg 91w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle-137x90.jpg 137w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/11/Tabelle.jpg 1729w" sizes="auto, (max-width: 609px) 100vw, 609px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>CONCLUSIONI</strong></h3>
<p>In sintesi, la somministrazione di <a href="https://www.buyvet.it/prodotto/displasyn-artrite-displasia-artrosi-cane-gatto/"><strong><span style="font-size: 110%;color: #ed1c24">DisplaSyn</span> </strong></a>ha ridotto l’infiammazione delle giunture femorali degli animali trattati, i quali hanno mostrato una <strong>migliore capacità deambulatoria e movimenti più fluidi al termine dello studio.</strong> Tutti gli animali che hanno ricevuto <a href="https://www.buyvet.it/prodotto/displasyn-artrite-displasia-artrosi-cane-gatto/"><span style="font-size: 110%;color: #ed1c24"><strong>DisplaSyn</strong></span> </a>hanno mostrato di stare meglio e c’è stato un <strong>significativo miglioramento della loro qualità di vita.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2702 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-400x400.jpg" alt="" width="304" height="304" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-400x400.jpg 400w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-280x280.jpg 280w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-768x768.jpg 768w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-510x510.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-100x100.jpg 100w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-60x60.jpg 60w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu-90x90.jpg 90w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2018/01/DYSPLASYN-Liquid-16-fl-oz_2025-blu.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 304px) 100vw, 304px" /></p>
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		<title>Oxy Power &#8211; Octacosanol</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Dolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 13:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’agente attivo liberatore di energia   L’Octacosanol è una sostanza alimentare naturale presente in piccole quantità in molti, se non nella maggior parte, delle cere ed olii vegetali, nelle foglie di grano, di alfalfa e nel germe di grano. Chimicamente l’Octacosanol è conosciuto come alcol octacosile primario normale, una molecola formata da una catena di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 110%;color: #00aae7"><strong>L’agente attivo liberatore di energia</strong></span><br />
<span style="color: #282828">  L’<strong>Octacosanol</strong> è una sostanza alimentare naturale presente in piccole quantità in molti, se non nella maggior parte, delle cere ed olii vegetali, nelle foglie di grano, di alfalfa e nel germe di grano. Chimicamente l’Octacosanol è conosciuto come alcol octacosile primario normale, una molecola formata da una catena di 28 atomi di carbonio con un gruppo idrossile (o OH) unito ad un atomo finale di carbonio. La sua formula può essere scritta come CH3(CH2)26-CH2OH e il suo peso molecolare è 410,77. L’<strong>Octacosanol</strong> è un solido bianco e cristallino ed ha un punto di fusione intorno ai 182 °F.</span><br />
<span style="color: #282828">  La sperimentazione che in campo umano è iniziata da oltre ventitre anni, alla quale si aggiungono i numerosi test sugli animali, mostra scientificamente che l’<strong>Octacosanol</strong> è un fattore biologico attivo in grado di aumentare la resistenza, la forza ed i tempi di reazione.</span><br />
<span style="color: #282828">  È inoltre provato che l’<strong>Octacosanol</strong> migliora la funzione cardiovascolare, i processi riproduttivi, può migliorare alcuni disordini neurologici, e può essere utile per eliminare gli eccessi di colesterolo.</span><br />
<span style="color: #282828">Dove è situato questo fattore così importante, e come agisce? Le risposte a queste domande hanno richiesto oltre 50 anni di investigazioni nel campo nutrizionale, studi che continuano tuttora.</span></p>
<p><span style="color: #282828">  Ora sappiamo che l’<strong>Octacosanol</strong> è contenuto in piccole quantità nel germe di grano (circa 10 ppm) e nell’olio di germe di grano (circa 100 ppm), ma questo non era noto ai primi ricercatori. Sapevano invece che l’olio di germe di grano era relativamente ricco di Vitamina E e che era una sostanza bioattiva se somministrata agli animali e agli esseri umani. Già nel 1926<span style="font-size: 75%">1</span> fu scoperto che l’olio di germe di grano sembrava in grado di migliorare i disturbi riproduttivi nel bestiame, ed un effetto simile fu notato negli esseri umani intorno al 1937<span style="font-size: 75%">2</span>.</span></p>
<p><span style="color: #282828">  Alcuni disturbi neurologici nei cani<span style="font-size: 75%">3</span> e negli umani<span style="font-size: 75%">4 5 6</span> mostravano un miglioramento con la somministrazione di germe di grano od olio di germe di grano; inoltre si notò negli animali una diminuzione del livello di colesterolo nel fegato, dovuto però ad un fattore non identificato nell’olio di germe di grano7 e anche una stimolazione androgenica nei pulcini8 Inizialmente la Vitamina E fu erroneamente considerata il fattore attivo, e solo nel 1939, anno di produzione della Vitamina E allo stato puro, fu provato che ad agire era un altro fattore sconosciuto <span style="font-size: 75%">9 10</span>.</span></p>
<p><span style="color: #282828">  Nel 1949, il Professor Thomas Kirk Cureton Jr., Direttore del Physical Fitness Institute dell’Universtà dell’Illinois ad Urbana-Champaign, iniziò le sue ricerche pionieristiche sugli effetti dell’olio di germe di grano sulla resistenza, forza, tempi di reazione e funzioni cardiovascolari negli esseri umani. Questa imponente serie di esperimenti controllati, usando dati medici ben precisi, fu condotta per 20 anni.     Cureton concluse che il fattore sconosciuto nel germe di grano e nell’olio di germe di grano era, infatti, l’<strong>Octacosanol</strong>.</span><br />
<span style="color: #282828">  Il meccanismo attraverso il quale l’<strong>Octacosanol</strong> produce le sue notevoli funzioni ergogeniche (letteralmente: che generano lavoro, che liberano energia) è ancora un mistero. Cureton ritiene sia un agente catalitico<span style="font-size: 75%">11</span> che, agendo a livello cellulare, “catalizzi la produzione di energia e, accumulandola, influisca sulle differenze delle prestazioni fisiche, come osservato nei nostri esperimenti.”</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #282828">  Il lavoro di Cureton fu impostato su una serie di 42 programmi di allenamento utilizzando 894 soggetti umani. I suoi esperimenti e risultati sono riassunti nel suo libro, pubblicato nel 1972<span style="font-size: 75%">12</span>. Questo testo, sebbene tecnico ed erudito, è vivamente raccomandato a chi sia interessato ad approfondire lo studio sull’<strong>Octacosanol.</strong> È disponibile presso le biblioteche delle grandi università (probabilmente non in quelle pubbliche), oppure può essere ordinato all’editore:</span></p>
<p><span style="color: #282828"><em><span style="font-size: 90%">CHARLES C. THOMAS, Publisher</span></em></span><br />
<span style="color: #282828"><em><span style="font-size: 90%">Bannerstone House · 301-327 East Lawrence Avenue</span></em></span><br />
<span style="color: #282828"><em><span style="font-size: 90%">Springfield, Illinois 62703, USA</span></em></span></p>
<p>________________________________________</p>
<p><span style="font-size: 85%;color: #282828">Octacosanol migliora la capacità cardiocircolatoria migliorando l’ossigenazione muscolare.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2507 aligncenter" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-542x400.jpg" alt="" width="542" height="400" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-542x400.jpg 542w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-1085x800.jpg 1085w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-768x566.jpg 768w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-1536x1133.jpg 1536w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-510x376.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-81x60.jpg 81w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af-122x90.jpg 122w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Cavallo-3-af.jpg 1866w" sizes="auto, (max-width: 542px) 100vw, 542px" /></p>
<p><span style="color: #282828">  I soggetti umani scelti da Cureton erano di ogni età e in condizioni fisiche di ogni genere. Tra loro c’erano membri dell’Università dell’Illinois: squadre di corridori, nuotatori e wrestlers, studenti di educazione fisica diplomati e non, uomini di mezza età, ragazzi, ed il Corpo dei demolitori subacquei della Marina degli USA.</span><br />
<span style="color: #282828">  Non va dimenticato quanto sia impegnativa, complessa e lunga la realizzazione di test scientificamente controllati in grado di valutare l’azione di un qualsiasi supplemento alimentare sulle prestazioni umane.</span><br />
<span style="color: #282828">  Mentre i test sugli animali possono essere selezionati e controllati con sufficiente precisione, ciò è molto più raro nel caso che i soggetti siano esseri umani. A proposito di questo problema Cureton afferma<span style="font-size: 75%">12</span>:</span><br />
<span style="color: #282828">  “Questo è forse dovuto alla nota e prevista difficoltà di controllo dei soggetti umani, con la loro grande variabilità nelle abitudini di vita, inibizioni e vissuti psicologici, credenze giuste o sbagliate, religioni, modi di vita e tipi antropologici differenti. La dedizione a qualsiasi programma di esercizi fisici prescritto o seguito muta in sé come l’ambiente&#8230;, le cui modificazioni complicano il problema.”</span><br />
<span style="color: #282828">  Cureton definì una tecnica di “accoppiamento dei gruppi” in grado di minimizzare efficacemente i problemi sperimentali causati dalla variabilità dei soggetti umani. Non è possibile sintetizzare, per la brevità di questo articolo, la grande quantità di dati scientifici accumulati da Cureton usando questa tecnica. Descriveremo comunque due insiemi di esperimenti controllati relativi a gruppi accoppiati. Questi serviranno per mostrare la serietà e l’obiettività delle procedure sperimentali adottate da Cureton, insieme alla logica scientifica delle sue conclusioni relative all’<strong>Octacosanol</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #00aae7"><strong>ESPERIMENTO N° 1</strong></span><br />
<span style="color: #282828">  Questo esperimento fu eseguito all’U.S. Navy’s Underwater Swimmer’s School a Key West, Florida. L’intero gruppo di uomini fu inizialmente sottoposto al test usando una serie di 43 test sulla forma fisica consistenti in:</span><br />
<span style="color: #282828">• 17 test fisici (inclusa la gravità specifica e controllo massa magra).</span><br />
<span style="color: #282828">• 13 test cardiovascolari e respiratori.</span><br />
<span style="color: #282828">• 13 test relativi alla forma fisica.</span><br />
<span style="color: #282828">  Sulla base della suddetta serie di test, i partecipanti furono suddivisi in tre gruppi accoppiati, composti ognuno da 10 soggetti. Ogni gruppo seguì lo stesso programma di allenamento (circa 5 ore di esercizi fisici e 3 ore di studio al giorno, 5 giorni alla settimana per 6 settimane), mangiando gli stessi pasti alle stesse ore, dormendo negli stessi locali e tenuti sotto stretta sorveglianza 7 giorni alla settimana.</span><br />
<span style="color: #282828">  Ogni giorno alla stessa ora, a tutti i soggetti furono somministrate 10 capsule, per un totale di 3,5 grammi, apparentemente identiche. Le capsule erano invece di tre diversi tipi, uno per ogni gruppo. La somministrazione quotidiana era la seguente:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2506 alignnone" src="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Octacosanol_Grafico-800x325.jpg" alt="" width="554" height="225" srcset="https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Octacosanol_Grafico-800x325.jpg 800w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Octacosanol_Grafico-768x312.jpg 768w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Octacosanol_Grafico-510x207.jpg 510w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Octacosanol_Grafico-148x60.jpg 148w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Octacosanol_Grafico-221x90.jpg 221w, https://www.buyvet.it/wp-content/uploads/2025/05/Octacosanol_Grafico.jpg 1004w" sizes="auto, (max-width: 554px) 100vw, 554px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #282828">  Le capsule furono somministrate ad ogni gruppo dal personale medico della base, ma né gli sperimentatori (ad eccezione dell’ufficiale medico della base), né i soggetti conoscevano quale tipo di supplemento stava ricevendo il gruppo, e ciò fino alla conclusione dell’esperimento. Questa procedura, nota come doppio cieco, viene usata per aumentare l’attendibilità dei risultati, minimizzando gli effetti psicologici.</span><br />
<span style="color: #282828">  Al termine delle 6 settimane di allenamento, ogni gruppo fu di nuovo verificato, usando la stessa batteria di prove a cui si erano sottoposti all’inizio dell’esperimento. I risultati dei test furono comparati e risultò che il primo ed il secondo gruppo erano migliorati nella loro forma fisica generale, approssimativamente allo stesso modo, mentre il terzo gruppo si era migliorato in misura molto ridotta.</span><br />
<span style="color: #282828">  È interessante notare che il 2°gruppo (al quale erano state somministrate capsule con aggiunta di cristalli puri di <strong>Octacosanol</strong>) aveva mostrato un significativo miglioramento in tutte quelle prove di resistenza muscolare della durata superiore al minuto. Per esempio, il 2° gruppo migliorò il tempo medio impiegato per correre un miglio di circa 30 secondi rispetto al tempo impiegato dal 1° gruppo e di 46 </span><span style="color: #282828">secondi rispetto al tempo del 3° gruppo. Il 2° gruppo si dimostrò migliore del 1° (e naturalmente anche del 3° gruppo) anche nei test relativi alla misurazione della forza totale.</span><br />
<span style="color: #282828">  </span></p>
<p><span style="color: #282828">Gli esiti di questo esperimento ci permettono di formulare almeno due conclusioni principali:</span><br />
<span style="color: #282828">1) L’<strong>Octacosanol</strong> era il fattore attivo liberatore di energia, poiché il miglioramento della performance fu correlato all’Octacosanol e non ad altre variabili.</span><br />
<span style="color: #282828">2) La Vitamina E non era il fattore attivo liberatore di energia in quanto i miglioramenti del 3° gruppo non erano confrontabili con gli altri, malgrado il fatto che tutti i gruppi avessero ricevuto la stessa quantità di Vitamina E.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #00aae7"><strong>ESPERIMENTO N° 2</strong></span><br />
<span style="color: #282828">  Questo esperimento fu fatto a Little Creek &#8211; Virginia, con la collaborazione della Squadra di Demolizione Subacquea ed il supporto del Dipartimento di Medicina e Chirurgia della Marina Americana.</span><br />
<span style="color: #282828">La metodologia seguita fu simile a quella dell’esperimento n°1, con due eccezioni: il secondo esperimento durò 14 settimane invece di 6, con i tre gruppi in esame formati questa volta da 16 uomini invece di 10. I risultati ottenuti furono comunque coerenti rispetto a quelli dell’esperimento n°1, e fu possibile dedurre le stesse conclusioni circa l’effetto dell’<strong>Octacosanol</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #282828">  Concludendo, possiamo rilevare che gli effetti dell’<strong>Octacosanol</strong>, sebbene molto importanti per il miglioramento della resistenza, della forza, dei tempi di reazione e di certe funzioni cardiovascolari, appaiono lentamente, e sono necessarie almeno 4-6 settimane di somministrazione prima di osservare differenze significative, ma comunque notevoli, in grado perciò di influire sull’ordine di arrivo di una corsa o nella valutazione di altre prove fisiche.</span><br />
<span style="color: #282828">  L’<strong>Octacosanol</strong> è chiaramente un importante aiuto ergogenico (liberatore di energia), ma il modo in cui compie questa funzione dovrà essere spiegato con ulteriori ricerche. Sebbene l’<strong>Octacosanol</strong> non sia un farmaco, ma un alimento, saranno necessarie ulteriori ricerche per scoprire i suoi potenziali benefici terapeutici in relazione ai problemi neuro-muscolari (come la sclerosi multipla e la distrofia muscolare), nei processi riproduttivi, di invecchiamento e nell’arteriosclerosi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #282828"><strong>REFERENZE</strong></span></p>
<p><span style="color: #282828">1. Risse, W., Behandlung der Unfruchtbarkeit mit standardisierten Weizenkeimol (Vitamin E) und Hormovilan bei Kindern, Diss. Hannover (1926). (An. Breed. Abstr. 7 (1939)220).</span><br />
<span style="color: #282828">2. Vogt-Moeller, P., Tierartzl. Rundschau, 48: 274, 1942.</span><br />
<span style="color: #282828">3. Currie, D., Brit., Med. J., 2: 1218, 1937.</span><br />
<span style="color: #282828">4. Rabinovitch, R., Gibson, W.C., and McEachern, D., “Neuromuscolar Disorders Amenable to Wheat Germ Oil Therapy”, J. Neurol. Neurosurg. Psychiat., 14: 95-100, 1951.</span><br />
<span style="color: #282828">5. Milhorat, A.T., Science, 101:93, 1945.</span><br />
<span style="color: #282828">6. Milhorat, A.T., Toscani, V., and Bartels, W.E., “Effect of Wheat Germ on Creatinuria in Dermatomysitis and Progressive Muscolar Dystrophy”, Proc. Soc. Exp. Biol. Med., 58:40-41, 1945.</span><br />
<span style="color: #282828">7. Alfin-Slater, R.B., “Factors Affecting EFA Utilization”, Proc. of the Symposium on Drugs Affecting Lipid Metabolism. Amsterdam, Elsevier Publishing Co. p. 111, 1960.</span><br />
<span style="color: #282828">8. Levin E., “Effects of Octacosanol on Chick Comb Growth”, Proc. Soc. Exp. Biol. Med., 112:331-334, 1960.</span><br />
<span style="color: #282828">9. Levin, E. Amer. J. Dig. Dis., 12:20, 1945.</span><br />
<span style="color: #282828">10. Goettsch, M. and Ritzman, J., J. Nutr., 17:371, 1959.</span><br />
<span style="color: #282828">11. Seyferth, D. and Spohn, R.J., “Organomercurial Carbonylation: The Use of Dicobalt Octacarbonyl as a Stoichiometric and as a Catalytic Reagent”,</span><br />
<span style="color: #282828">Trans. New York Acad. Sci., 33(6):625-633, 1971.</span><br />
<span style="color: #282828">12. Cureton, T.K., Jr., The Physiological Effetcs of Wheat Germ Oil on Humans in Exercise, C.C. Thomas, Springfield, Illinois, 1972.</span></p>
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