Perché ai cavalli vengono le ulcere?

Ulcere gastriche nel cavallo: cause, sintomi e gestione nutrizionale

Dr. J. D. Pagan

Le ulcere gastriche sono una problematica frequente soprattutto nei cavalli sottoposti a stress, allenamento intenso, competizioni e cambiamenti nella gestione alimentare. Riconoscere i segnali e adottare una corretta strategia nutrizionale può aiutare a supportare il benessere gastrico del cavallo atleta.

Nei puledri di un anno e nei cavalli adulti le ulcere gastriche si presentano prevalentemente nella mucosa squamosa, la regione non ghiandolare dello stomaco. Entro 48 ore queste lesioni possono degenerare in profonde ulcere sanguinanti.
L’allenamento intenso, le diete ipercaloriche, i digiuni prolungati e gli alti livelli di stress, sono tutte cause che favoriscono l’ulcerazione della mucosa squamosa. Inoltre si osserva che le ulcere peggiorano come il cavallo continua a correre.
Il fattore aggressivo predominante che influenza il microambiente della mucosa gastrica nei cavalli è l’acido cloridrico, secreto dalle cellule parietali delle ghiandole gastriche all’interno della regione ghiandolare dello stomaco. La secrezione acida stimolata dall’ingestione di cibo non è di primaria importanza, perché viene ampiamente neutralizzata dall’azione del cibo e della secrezione salivare, che è ricca di bicarbonato e viene stimolata dall’alimentazione.
È invece la secrezione acida basale, quella che si manifesta in assenza di alimentazione, che è coinvolta nell’erosione della mucosa squamosa dello stomaco.
La mucosa ghiandolare è meno suscettibile ai danni provocati dall’acido gastrico grazie all’effetto neutralizzante del bicarbonato secreto dalle mucose poste nella regione ghiandolare.
Queste secrezioni forniscono una protezione localizzata della mucosa ghiandolare, ma non aderiscono alla mucosa squamosa.

La sindrome dell’ulcera gastrica equina (EGUS) è comune sia nei cavalli adulti che nei puledri.

Con tutte le informazioni che i proprietari hanno a disposizione sulle ulcere gastriche, vale la pena fare un passo indietro per stabilire esattamente quali sono le cause.
Il proprietario ha un unico modo per prevenire o trattare efficacemente le ulcere gastriche, ovvero quando dispone di informazioni sufficientemente attendibili sulle cause. In termini semplici, le ulcere gastriche equine sono causate dall’azione irritante dell’acido gastrico (acido cloridrico secreto da una parte del rivestimento gastrico) e, in grado minore, dell’enzima digestivo pepsina.
Perché accade questo?
La risposta può essere scientificamente molto complicata, ma in termini molto semplici la causa è dovuta ad una cattiva gestione del cavallo, soprattutto ad una cattiva gestione alimentare.
Chiunque abbia un cavallo che soffre di ulcere non vorrebbe sentirselo dire, ma questa è la realtà.
I cavalli sono erbivori pascolanti. Se lasciati liberi nei prati, pascolerebbero quasi in continuazione. Il piccolo stomaco (solo 8-15 litri di capacità) è idealmente progettato per pasti piccoli e frequenti, come accadrebbe se i cavalli potessero pascolare a lungo. In condizioni normali i cavalli sono progettati per consumare grandi quantità di foraggio (fibre, crusca), e di ricavare il grosso del loro apporto energetico dalla scomposizione delle fibre e della crusca in energia disponibile.
Il cibo passa attraverso lo stomaco piuttosto rapidamente, spesso in circa 15 minuti, per poi avanzare altrettanto rapidamente verso l’intestino tenue. Di solito il cibo arriva all’intestino crasso (ove le fibre e la crusca vengono in larga parte fermentate e digerite) in appena 90-120 minuti. Questo lascia poco tempo, sia allo stomaco che all’intestino tenue, per assorbire i nutrienti, e qualsiasi alterazione nel passaggio del cibo attraverso l’intestino data da un cambiamento della dieta naturale può ridurre in modo significativo la funzione e l’efficienza intestinale
Per i cavalli il vero problema arriva quando il tempo che hanno a disposizione per mangiare e masticare è ridotto (confinando un cavallo nel box e limitando l’alimentazione a uno o due grossi pasti quotidiani), e quando la digestione viene affaticata ulteriormente a causa dei duri allenamenti (spesso fatti a stomaco vuoto).
Potete giustamente chiedervi qual è il nesso. La risposta è piuttosto semplice.
I cavalli producono saliva solo quando masticano e mangiano. In condizioni normali i cavalli secernono fino a 30 litri di saliva al giorno perché pascolano e masticano parecchio materiale fibroso. La saliva tampona gli acidi perché contiene livelli elevati di bicarbonato e di altre sostanze alcaline che neutralizzano l’acido nello stomaco, oltre a lubrificare il cibo.
Inoltre i cavalli producono acidi gastrici costantemente, anche quando non mangiano.
Un cavallo al pascolo mastica e bruca fino a 16-20 ore al giorno, salivando quasi costantemente per neutralizzare gli acidi gastrici prodotti continuamente.
I pasti normali, ricchi di fibre, tendono ad assorbire molto dell’acido prodotto nello stomaco (ricordatevi che gli acidi gastrici sono lì per iniziare la digestione e scomporre il materiale fibroso subito dopo che il cibo è stato masticato, sminuzzato ed inghiottito).

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I pasti normali ricchi di fibre tendono anche a permanere nello stomaco più tempo rispetto ai cibi non fibrosi o acquosi (granaglie e pastoni compresi). Il tempo di svuotamento effettivo dello stomaco è governato dalla dimensione del pasto: lo stomaco si svuoterà più velocemente con un pasto abbondante rispetto ad un piccolo pasto. Analogamente, un pasto a base di cereali o concentrati verrà digerito rapidamente.
Se lo stomaco si svuota rapidamente, ci saranno lunghi periodi in cui l’acido continua ad essere secreto, anche se non c’è cibo nello stomaco, soprattutto quando i cavalli sono sottoposti ad una alimentazione pianificata e nutriti una o due volte al giorno.
Adesso pensate alle pratiche alimentari cui vengono sottoposti i cavalli atleti quando sono confinati nei box e allenati.
Rinchiudiamo il cavallo affinché abbia la minima, o nessuna, possibilità di brucare. In queste circostanze il cavallo può mangiare solo quando viene nutrito in base al regime di scuderia, ovvero una, due, al massimo tre volte al giorno. Quindi il cavallo avrà lo stomaco vuoto per periodi molto lunghi, continuando comunque a secernere acido gastrico, ma producendo solo una quantità molto piccola di saliva.
Inoltre, di solito sottoponiamo il cavallo ad una dieta carente di foraggio perché vogliamo che mangi cibo molto energetico per soddisfare il maggior fabbisogno di energia che gli serve per allenarsi e correre. Dato che la quantità giornaliera di cibo che può ingerire è comunque limitata, se non fornissimo energia concentrata o una alimentazione ricca di cereali, il cavallo dovrebbe ricevere delle razioni troppo voluminose.
Queste diete ricche di cereali e concentrati, ma povere di fibre, usate comunemente con i cavalli atleti, provocano dei veri problemi. Il cavallo mastica e inghiotte velocemente la parte ricca di cereali e concentrati, che spesso non viene sminuzzata bene (sapete bene quanti cereali finiscono nelle feci).
Se il cavallo ha pochissimo tempo per masticare questi alimenti, naturalmente produrrà pochissima saliva per neutralizzare gli acidi gastrici. Per peggiorare la situazione, i concentrati e i cereali passano piuttosto velocemente attraverso lo stomaco perché poveri di fibre.
Poiché i cereali e i concentrati vengono masticati velocemente, la quantità di saliva prodotta è esigua. Poi il cibo passa attraverso lo stomaco rapidamente, lasciando uno stomaco vuoto che continua a produrre acido fino al pasto successivo.
L’acido contenuto nello stomaco vuoto è ciò che provoca le ulcere gastriche. Lo stomaco è progettato per ricevere frequentemente piccole pasti affinché po’ di cibo fibroso sia sempre presente, come abbiamo menzionato.
Gli acidi gastrici liberi agiscono sulla mucosa che riveste lo stomaco come un potente irritante, erodendone rapidamente la superficie e provocando ulcerazioni.

Per peggiorare la situazione, di solito si allena il cavallo quando ha lo stomaco vuoto. L’aumento della pressione addominale determinata dall’attività fisica sembra che possa innalzare il livello degli acidi gastrici oltre lo strato di mucosa gastrica non protetta, esponendo questa zona molto sensibile dello stomaco, che normalmente non sarebbe esposta agli acidi corrosivi, all’azione dell’acido.
In sintesi, non mantenere sempre nello stomaco del cavallo un po’ di cibo, sottoporlo a regimi alimentari irregolari, allenarlo in modo estenuante, somministrargli diete a base di concentrati e cereali, con bassi livelli di fibre, tutti questi sono elementi che permettono agli acidi gastrici di provocare le ulcere molto velocemente. Non è una sorpresa che fino al 90% dei purosangue e dei trottatori incorrerà, durante la preparazione e in modo più o meno grave, in problemi di ulcere.
Allora perché i cavalli da diporto di solito non hanno questi gravi problemi di ulcere gastriche? La risposta è di nuovo molto semplice. Questi cavalli generalmente hanno un maggior accesso al pascolo, quindi possono mangiare con più continuità.
Di solito non vengono nutriti con diete ricche di cereali o concentrati, come abbiamo visto fare con i purosangue e i trottatori, piuttosto mangiano di più alimenti ricchi di fibre.
Soprattutto i programmi di lavoro a cui vengono sottoposti non sono così intensivi come per i purosangue.


Alcuni fatti

• I cavalli mangiano in continuazione.

Se lasciato a sé stesso, il cavallo mangerebbe continuamente; ciò significa che non è mai né a stomaco vuoto, né con lo stomaco completamente pieno. I cavalli in queste condizioni normalmente mangiano per quasi 20 ore al giorno, e la loro dieta è ricca di fibre, ma povera di carboidrati. Le fibre richiedono una adeguata masticazione, quindi i cavalli producono un abbondante flusso di saliva durante la masticazione intensiva. Il cibo viene assunto lentamente e in modo prolungato, quindi lo stomaco riceve soltanto piccole porzioni ogni volta, rimanendo sempre parzialmente pieno.

• I cavalli hanno uno stomaco piccolo.

La capacità è di soli 8-15 litri, ed è adatto a pasti piccoli e continui.

• I cavalli secernono acido gastrico in continuazione.

Anche quando lo stomaco è vuoto e quando sono a digiuno.

• I cavalli producono saliva solo se masticano e mangiano.

La saliva prodotta (dai 10 ai 30 litri al giorno) neutralizza gli acidi gastrici perché è ricca di bicarbonato. Il tipo di nutrizione è importante, perché i cavalli producono il doppio di saliva quando mangiano foraggio rispetto a quando mangiano cereali o altri concentrati. Quindi le diete ricche di cereali e povere di fibre riducono la secrezione salivare provocando una diminuzione dell’acidità gastrica, che è un fattore di rischio per le ulcere gastriche. Invece, le diete ricche di foraggio tendono a stimolare la produzione di saliva, che è ricca di bicarbonato.

• I cavalli di ogni razza e uso possono sviluppare le ulcere.

L’incidenza delle lesioni è influenzata dalla gestione e dall’uso del cavallo. I cavalli al pascolo o sottoposti a lavori molto leggeri hanno uno stomaco normale, o lesioni lievi. Al contrario, i cavalli confinati nelle stalle o allenati in modo intensivo hanno un’alta prevalenza (fino al 90%) di lesioni gastriche.

• La diffusione delle ulcere gastriche nei cavalli da corsa e in allenamento è molto elevata (valutabile dal 66 al 90%, a seconda degli studi).

• La diffusione e la gravità delle ulcere nei cavalli da diporto è generalmente ridotta (37%).

• La diffusione e la gravità delle ulcere gastriche aumenta con la durata degli allenamenti.

• Le ulcere gastriche sono provocate da uno squilibrio tra le sostanze che aggrediscono la mucosa gastrica (acido cloridrico, bile, pepsina) e sostanze che proteggono la mucosa (muco e bicarbonato).

• I fattori gestionali coinvolti nella formazione delle ulcere sono il tipo di dieta e il comportamento alimentare.

Limitare l’accesso al foraggio grezzo o usare i concentrati in abbondanza, riducendo il tempo dato al cavallo per mangiare cibo grezzo, sono fattori che aumentano l’acidità gastrica. Le
diete ricche di foraggio tendono a stimolare la produzione di saliva, ricca di bicarbonato e che tampona l’acido gastrico.

• Il tipo di alimentazione ha un effetto radicale sulla velocità di ingestione (o del tempo richiesto per mangiare), e quindi sulla quantità di saliva prodotta.

Ai cavalli servono circa 40 minuti per mangiare 1 kg di fieno. Sostituendolo con i cereali o i concentrati, per fornire energia supplementare per la prestazione, il tempo totale per cibarsi si riduce significativamente. Bastano meno di 10 minuti per mangiare 1 kg di avena. Ciò significa che una dieta mista di cereali e fieno può ridurre il tempo per cibarsi di ben 2-3 ore.

• Se un cavallo viene alimentato in scuderia (diciamo due volte al giorno), lo stomaco rimarrà vuoto per lunghi periodi, ma l’acido verrà prodotto in continuazione. Vale lo stesso quando i cavalli sono in viaggio.

• Lo scopo è di mantenere il cibo nello stomaco il più possibile, per assorbire l’acido gastrico in eccesso.

• Il tipo di razione influenza il tempo di permanenza del cibo nello stomaco.

Il volume e il tipo di cibo e l’allenamento sono fattori che influenzano il tempo di transito nello stomaco. I pasti a base di cereali, che vengono masticati e mangiati in un tempo minore, accelerano lo svuotamento gastrico, riducendo la digestione degli amidi disponibili. Anche gli alimenti pellettati e macinati (frammenti di cibo più piccoli) tendono a muoversi più velocemente attraverso lo stomaco e l’intestino tenue rispetto ai cibi fibrosi come il fieno e l’erba. Anche l’allenamento provoca un’accelerazione dei tempi di transito del cibo.

• I pasti più voluminosi transitano più velocemente dei pasti piccoli poiché lo svuotamento dello stomaco è controllato dal volume del pasto. Il tempo di transito attraverso lo stomaco può essere di soli 15 minuti quando viene ingerito un pasto abbondante.

Se il cavallo è a digiuno, possono essere necessarie 24 ore allo stomaco per svuotarsi. Ai cavalli in scuderia tipicamente vengono somministrati uno o due pasti abbondanti al giorno, pasti che non permangono a lungo nello stomaco. Inoltre, nella maggior parte delle scuderie le razioni contengono elevate quantità di cereali o concentrati che riducono ancora di più il tempo effettivo impiegato per mangiare e masticare, con conseguente diminuzione della produzione di saliva, e una maggiore azione dell’acido gastrico sulla mucosa dello stomaco.


Questi sono i principali fattori che causano le ulcere gastriche nei cavalli atleti.

Come abbiamo visto sopra, le ulcere gastriche si manifestano in una una percentuale elevata di cavalli atleti. Solitamente i primi sintomi possono essere semplicemente che il cavallo non mangia la sua razione subito, anzi la prende e si allontana, poi ritorna e ne prende un po’, poi va via di nuovo.

Spesso i cavalli lasceranno la porzione di cereali della loro dieta, e semplicemente prenderanno il foraggio.
Ancora, altri cavalli mostreranno lievi segni di colica dopo aver mangiato. Questo può essere spesso confuso con la colica, e non essere correttamente diagnosticata. Alcuni cavalli in certi momenti diventeranno difficili da trattare e con un brutto carattere. Qualcuno perderà peso.
I segni dell’ulcerazione gastrica non sono specifici, ma di solito è presente un calo delle prestazioni.

Struttura dello stomaco equino

Lo stomaco equino può essere suddiviso in 2 aree funzionali:

• Epitelio squamoso

Non è in grado di secernere nulla e non ha dei meccanismi di difesa propri contro le lesioni da acido. Questa è la regione superiore dello stomaco.

• Epitelio ghiandolare

Ove l’acido gastrico (acido cloridrico) e l’enzima digestivo, pepsinogeno, vengono secreti. Questa è la regione inferiore dello stomaco, che normalmente è costantemente inondata dall’acido e dal cibo. Questa regione è coperta da uno spesso strato di mucosa protettiva.
La giunzione tra queste due regioni è nota come Margo Plicatus. La maggior parte delle ulcere è localizzata in questa zona.
Nei cavalli le ulcere si manifestano sia nell’epitelio squamoso e ghiandolare, come pure nel piloro e nel duodeno (porzione iniziale dell’intestino tenue).
L’ulcerazione provoca una distruzione progressiva di uno o più strati del rivestimento mucosale, degenerando nei casi più gravi in ulcere sanguinanti.

Segni clinici che possono indicare la presenza di ulcere:

Mangia svogliatamente.
Mantello smorto.
Modifiche del temperamento.
Vizi come ticchio da appoggio.
Coliche.
Cibo lasciato nella mangiatoia.
Perdita di peso o condizione scarsa.

I puledri spesso mostrano una vari sintomi, tra cui: diarrea, scarso appetito, pelo e mantello ispido, pancia gonfia, digrignare dei denti, malessere addominale, allattamento interrotto, colica. Nei puledri le ulcerazioni gravi possono rapidamente provocare la perforazione dello stomaco, con peritonite e susseguente rapida morte. I puledri neonati, se stressati, possono sviluppare ulcere gastriche entro 24 ore dalla nascita.


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